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L'asse Messina-Trapani e la sfida a Palazzo d'Orleans: la grande manovra di Cateno De Luca che scuote la Sicilia

Sud chiama Nord ufficializza l'ingresso dei sindaci di Mazara del Vallo e Valderice insieme a una fitta rete di amministratori locali

07 Ottobre 2026, 14:09

14:10

L'asse Messina-Trapani e la sfida a Palazzo d'Orleans: la grande manovra di Cateno De Luca che scuote la Sicilia

Il laboratorio politico di Sud chiama Nord accelera il passo e mette a segno un colpo destinato a ridefinire le mappe del consenso nella Sicilia occidentale. Nel cuore delle istituzioni regionali, tra le sale dell'Assemblea Regionale Siciliana, Cateno De Luca e i vertici del movimento autonomista hanno ufficializzato un'imponente campagna di adesioni nel Trapanese, trasformando la provincia in uno dei pilastri fondamentali della strategia politica in vista delle prossime elezioni regionali.

Non si tratta di semplici prassi o di passaggi di casacca formali, ma di un vero e proprio radicamento amministrativo che porta sotto l'insegna di Sud chiama Nord figure di primo piano del governo locale. Tra i nuovi innesti spicca quello di Salvatore Quinci, sindaco di Mazara del Vallo e presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, affiancato dal primo cittadino di Valderice, Francesco Stabile. A dare il senso di una scelta di squadra e di territorio è l'ingresso contestuale di un folto gruppo di amministratori, dal vicesindaco di Mazara Vito Billardello al consigliere comunale Massimo Giardina, fino al consigliere marsalese Gaspare Di Girolamo, all'ex assessore provinciale Livio Daidone e all'ex presidente del Consiglio comunale di Trapani Katia Bucaria.

La mossa politica tracciata da Cateno De Luca risponde a una precisa visione d'assalto al governo dell'Isola. Per il leader autonomista, la provincia di Trapani cessa di essere un territorio marginale nelle dinamiche di palazzo per diventare lo specchio di una ristrutturazione politica senza precedenti. L'obiettivo dichiarato è intaccare gli assetti consolidati dei partiti tradizionali, approfittando di un momento di profonda trasformazione degli equilibri elettorali.

De Luca ha tracciato un vero e proprio "ponte ideale" capace di unire le due estremità geografiche della Sicilia, mettendo sullo stesso piano strategico l'ormai storica roccaforte peloritana con il territorio trapanese. Dei cinque seggi spettanti alla provincia a Palazzo d'Orleans, la partita si preannuncia apertissima e il movimento intende giocarsi le proprie carte da protagonista assoluto, rivendicando per l'area occidentale un peso politico e istituzionale di pari dignità rispetto al Messinese.

L'impostazione fondativa resta quella del "movimento dei sindaci": una rete civica, autonomista e inclusiva che punta a mettere in secondo piano le appartenenze ideologiche per concentrarsi sulla capacità di gestione dei problemi reali dei cittadini. A fare da collante tra storie politiche anche differenti è l'esperienza di governo maturata sul campo e la volontà di far funzionare i servizi nei comuni e nelle ex province.

Le ragioni dell'adesione espresse da Salvatore Quinci restituiscono il senso d'urgenza di una classe amministrativa che ritiene esaurita la spinta dei partiti tradizionali. Nel definire il progetto di Sud chiama Nord come uno spazio civico, progressista e autonomista, il primo cittadino di Mazara del Vallo ha sottolineato la necessità di superare schemi e logiche del passato, ormai inadeguati a fornire risposte alle crisi strutturali delle comunità locali.

L'ingresso nel movimento viene rivendicato non come un percorso personale o isolato, ma come una scelta collettiva compiuta da un'intera squadra di governo territoriale. L'idea di fondo è che solo facendo rete tra sindaci e amministratori sia possibile generare uno sviluppo concreto per la Sicilia, trasformando la forza dei territori in una proposta politica di governo credibile e alternativa per il futuro dell'Isola.