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La tragedia

Otranto, salva i due figli tra onde e correnti: muore sulla riva dopo il soccorso

Il padre non ci ha pensato due volte a tuffarsi per soccorre i gemelli. Gennaro Cagnazzo aveva 54 anni

04 Luglio 2026, 17:58

Otranto, salva i due figli tra onde e correnti: muore sulla riva dopo il soccorso

Il gesto decisivo, il mare già difficile, i tentativi disperati di rianimarlo: la tragedia di un padre nel cuore dell’estate salentina lascia una domanda che riguarda tutti

Per alcuni minuti la spiaggia ha smesso di essere vacanza. Il rumore del mare, il vento, le voci dei bagnanti: tutto è stato coperto da una sola urgenza, vedere tornare a riva due bambini di 8 anni e il padre che si era lanciato per raggiungerli. I piccoli ce l’hanno fatta. Lui no. È accaduto nella tarda mattinata di oggi a Otranto, dove Gennaro Cagnazzo, 54 anni, originario di Maglie e residente a Sanarica, è morto sulla battigia dopo aver tratto in salvo i suoi due gemellini, finiti in difficoltà in acqua in una giornata segnata da mare insidioso, vento e correnti.

La tragedia si è consumata nella zona della Castellana, non lontano dal lido La Castellana Beach Club, lungo un tratto di costa salentina già reso più impegnativo dalle condizioni marine. Secondo la ricostruzione emersa nelle prime ore, i due bambini sarebbero stati sospinti al largo o comunque messi in seria difficoltà dalle onde e dalla corrente. A quel punto il padre si è tuffato per raggiungerli e riportarli verso terra. Un intervento istintivo, rapidissimo, senza esitazioni: quello di un genitore che davanti al pericolo non misura il rischio, ma accorcia la distanza tra sé e i figli.

Il salvataggio e il crollo sulla battigia

I due gemelli sono stati riportati a riva vivi. È il dato che più conta e che, insieme, rende ancora più doloroso il resto. Subito dopo il salvataggio, però, Gennaro Cagnazzo ha accusato un malore improvviso e si è accasciato sulla battigia. Le testimonianze raccolte dalle testate che hanno riferito per prime la notizia convergono su un punto: l’uomo non si è più ripreso, nonostante i soccorsi immediati prestati da presenti, personale del lido e operatori sanitari.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile. In spiaggia sono arrivati anche gli agenti del locale commissariato di polizia e i militari della Guardia costiera, chiamati a ricostruire la dinamica e a svolgere gli accertamenti di rito. I due bambini, secondo quanto riportato, sono rimasti sotto choc. È una precisazione che dice molto: il bilancio clinico, in queste storie, non esaurisce mai il peso reale dell’accaduto.

L’ipotesi ritenuta più probabile nelle prime ricostruzioni è che a risultare fatale sia stato lo sforzo sostenuto per raggiungere i figli e ricondurli a riva, forse sommato alla fortissima tensione di quei momenti. Corriere del Mezzogiorno riferisce di un probabile arresto cardiaco legato proprio allo sforzo e allo stress acuto del salvataggio; RaiNews, rilanciando il lancio ANSA, parla con prudenza di uno sforzo che “potrebbe” essere stato fatale.