il delitto
Anguillara, le tracce di sangue e il corpo trovato nel canneto: tutto porta a credere che sia di Federica Torzullo
Recuperato dietro la ditta del marito che è indagato per omicidio: indizi, verifiche e domande aperte in una vicenda che scuote il Lazio
È stato recuperato dal terreno il corpo rinvenuto questa mattina dai carabinieri, sepolto in un canneto alle spalle dell’azienda di Claudio Agostino Carlomagno. In base agli indumenti e ad altri effetti personali, si presume possa trattarsi di Federica Torzullo, 41 anni, scomparsa l’8 gennaio. Il riconoscimento ufficiale avverrà dopo gli accertamenti di rito. Il carro funebre della mortuaria ha da poco lasciato l’area dell’azienda: la salma sarà trasferita all’Istituto di Medicina Legale della Sapienza di Roma per l’autopsia e l’identificazione formale; in precedenza si era ipotizzato il trasferimento all’obitorio del Verano. Nel frattempo il marito, attualmente indagato per omicidio, si trova ancora nella caserma dei carabinieri di Anguillara.
Claudio Agostino Carlomagno è il marito della donna scomparsa da Anguillara Sabazia la sera dell’8 gennaio 2026. L’ipotesi di omicidio ha al centro il marito, già iscritto nel registro degli indagati e ora in stato di custodia in caserma in attesa del trasferimento in carcere. A scandire l’ennesimo passaggio di questa storia sono i dettagli che gli inquirenti hanno reso noti: tracce ematiche in casa, sugli abiti da lavoro, in auto e persino su un mezzo meccanico dell’azienda; una serie di sopralluoghi, una cava nel mirino e una ditta dove, tra il pietrisco e i canneti, il silenzio si è incrinato.
Un ritrovamento che cambia il corso dell’inchiesta
Secondo quanto ricostruito, il corpo è stato individuato e poi estratto da una zona di canneto collocata alle spalle dell’azienda riconducibile a Carlomagno ad Anguillara Sabazia, lungo la via Comunale di San Francesco: un’area operativa già passata al setaccio nei giorni precedenti e che da questa mattina è tornata al centro di scavi mirati, sotto la direzione della Procura di Civitavecchia e con l’intervento delle sezioni specializzate dei Carabinieri. Dalle prime informazioni, l’ipotesi degli investigatori è che possa trattarsi di Federica, ma la certezza arriverà solo con gli atti formali e l’esame medico-legale. Il corpo, infatti, è stato affidato al servizio mortuario per il trasferimento all’istituto competente, con tappa all’obitorio del Verano, dove verrà effettuato il riconoscimento.
Nel pomeriggio di oggi, 18 gennaio 2026, il legale di Carlomagno, l’avvocato Andrea Miroli, ha fatto sapere che il suo assistito “era pronto a presentarsi in caserma” e che risulta in queste ore in caserma per poi essere tradotto in carcere. Rimane la cornice processuale: indagato e non colpevole, nel pieno esercizio della presunzione d’innocenza, mentre proseguono accertamenti tecnici, analisi e perquisizioni.
Il mosaico degli indizi: tracce di sangue e luoghi sensibili
Il tassello che ha segnato una svolta nei giorni scorsi è stato la scoperta di tracce ematiche in più punti. La Procura di Civitavecchia ha comunicato che durante i sopralluoghi sono state repertate tracce di sangue nell’abitazione della coppia, sugli abiti da lavoro del marito, nella sua auto, in una cava frequentata dall’uomo e su un mezzo meccanico presente nell’azienda. Si tratta di elementi che, singolarmente e nel loro insieme, impongono verifiche di natura scientifica: accertamenti biologici, comparazioni genetiche, valutazioni sui pattern ematici e analisi della compatibilità con eventuali dinamiche violente.
Già il 13 gennaio la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati per omicidio del marito di Federica aveva alzato il livello d’allerta, con il sequestro del cellulare e dell’automobile dell’uomo, e un primo focus sulle incongruenze di alcuni racconti. Intanto le ricerche si sono allargate alle aree della Cava Lapillo e della discarica limitrofa, dove il 9 gennaio il telefono della donna avrebbe agganciato una cella della zona. A corredo, la testimonianza di un operaio: “il 9 gennaio la cava era aperta dalle 7 di mattina”. Anche questo flusso di dati – celle, orari, abitudini – dovrà essere incrociato con i tracciati dei veicoli, eventuali telecamere e i log telefonici.
Chi era Federica Torzullo
Dai ritratti restituiti da amici e colleghi, Federica Torzullo era una lavoratrice scrupolosa, in servizio presso Poste Italiane nell’area di Fiumicino (centro meccanografico), e madre di un bambino di dieci anni. La sua improvvisa scomparsa l’8 gennaio aveva da subito attivato un circuito di ricerche e appelli. La svolta del corpo rinvenuto nel canneto, se confermata, mette la parola fine all’attesa, ma apre il capitolo più doloroso: quello del come, quando e perché. Saranno gli accertamenti autoptici a stabilire la causa della morte, l’arco temporale compatibile e l’eventuale presenza di lesioni riconducibili a un’aggressione.
Anguillara è un territorio che vive tra il lago e la campagna del Lago di Bracciano, con aree industriali e artigianali incastonate nelle maglie di strade comunali e provinciali. Qui, nei giorni della scomparsa, si sono alternati volontari, conoscenti, operatori della protezione civile e forze dell’ordine. La dimensione “di paese” acuisce l’impatto emotivo: una lavoratrice, una madre, un volto noto che scompare e poi – forse – riemerge nel peggiore dei modi a poche centinaia di metri dalla vita di ogni giorno. È un colpo che lascia ammutoliti, ma che chiede anche prudenza, rispetto e rigore nel racconto pubblico.