Previsioni al ribasso
Saldi al via, «Nessuna corsa all’acquisto, il “Black Friday” ha eroso le vendite»
Oggi si apre la stagione degli sconti ma i commercianti non sono ottimisti. Claudio Miceli: «A Natale calo fra il 6 e l’8%. Spero di sbagliarmi ma oggi non vedremo file ai negozi»
Ricordate le file davanti ai negozi in attesa dell’apertura il giorno dell’avvio dei saldi di fine stagione? Un’immagine che potremmo definire vintage. Un tempo che pare dimenticato. Oggi comincia la stagione degli sconti, ma i commercianti non avvertono aria di corsa all’acquisto. Anzi, tutto il contrario.
Claudio Miceli, presidente di Confesercenti dell’area metropolitana di Catania, non si sorprende. Il calo della febbre da saldi sarebbe causata da due fattori preponderanti: e-commerce e l’indiscriminato utilizzo del Black Friday. Il primo effetto negativo è stata l’erosione degli acquisti di Natale. C’è stato un calo delle vendite a livello nazionale che va dal 6 all’8%. E nella provincia etnea i dati sono in linea con quelli del resto del Paese. Anzi arriviamo a punte di flessione del 10% rispetto all’anno scorso. Oggi non vedremo le file a cui eravamo abituati negli anni Novanta e fino al 2002. Non c’è più la caccia all’occasione. Miceli è molto critico sulla moda, tutta statunitense, del “Black Friday” che di fatto ha eroso le vendite natalizie e rende quasi inutili i saldi di fine stagione. «Spero davvero di sbagliarmi, ma i pronostici sugli acquisti non sono confortanti. Il “Black Friday” – commenta il presidente di Confesercenti – solo in apparenza è uno strumento positivo, perché c’è un aumento dell’incasso. Ma vediamo con quali margini di guadagno?». L’interrogativo di Miceli richiama quindi a una politica di controlli che in qualche modo serva a tutelare le attività commerciali locali. E fisiche. Già le vendite online hanno generato una pratica incontrollata sulla scontistica che è applicata nel corso di tutto l’anno. Il commercio online è quasi obbligato a vendere in saldo: è il primo incentivo per attirare i compratori virtuali.
Il presidente di Confesercenti poi evidenzia, come nonostante il nome, il venerdì nero si estenda per più giorni. «L'evento, inizialmente limitato a un solo giorno, si è evoluto in una settimana di sconti, coinvolgendo sia i punti vendita tradizionali che le piattaforme online – specifica Claudio Miceli – Come Confesercenti vogliamo sottolineare l'urgenza di regole più eque per tutelare il commercio locale di prossimità».
Per evitare l’erosione delle vendite causate dal “Black Friday”, Miceli da qualche tempo ha chiesto l’intervento sia del Governo centrale che regionale affinché adottino misure che possano contenere le perdite economiche causate dagli sconti selvaggi. Il presidente di Confesercenti propone l’attivazione del credito d’imposta sulle rimanenze. Miceli, quindi, chiede una regolamentazione da parte del legislatore, con un’integrazione ai saldi ufficiali e un monitoraggio delle attuali pratiche di scontistica. «Sarebbero auspicabili agevolazioni fiscali», sollecita Miceli. «Stiamo provando, anche con le altre associazioni di categoria, di sederci attorno a un tavolo per poter trovare una soluzione». Una soluzione che deve naturalmente fare i conti con l’epoca del digitale e dell’avanzamento tecnologico.
Senza un supporto, la desertificazione delle piccole attività commerciali, già in atto, sarà difficile però da frenare. «La pura concorrenza sui prezzi con le piattaforme online internazionali difficilmente sarà sostenibile nel lungo termine», è l’amaro commento del commerciante.