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Acqua contaminata e non potabile dai rubinetti: a Trapani la protesta davanti il Comune

La manifestazione promossa dal comitato denuncia l'insufficienza del servizio garantito tramite autobotti e la lentezza delle soluzioni

11 Ottobre 2026, 19:45

Acqua contaminata e non potabile dai rubinetti: a Trapani la protesta davanti il Comune

Cartelli alzati al cielo, striscioni di protesta e una domanda che da mesi non trova risposta. Nel capoluogo la rabbia dei cittadini è esplosa oggi pomeriggio: si sono radunati davanti al Municipio per denunciare una situazione che assume ormai contorni drammatici. Da mesi centinaia di utenze domestiche e numerose attività economiche convivono con un'emergenza che appare senza fine.

L'acqua distribuita attraverso la rete idrica risulta contaminata e interi quartieri sono privati di un servizio essenziale. Ma l'aspetto più allarmante della vicenda è che, nonostante il tempo trascorso, accertamenti, campionamenti e verifiche, non è ancora stata individuata con certezza la causa dell'inquinamento. Un vero e proprio mistero che alimenta paura, sfiducia e tensione sociale. Mentre si susseguono riunioni e tavoli tecnici, centinaia di famiglie continuano a vivere con i rubinetti inutilizzabili e con il timore che l'emergenza possa protrarsi ancora a lungo.

La manifestazione promossa dal comitato "L'acqua è un diritto di tutti" ha riportato in piazza il disagio di un'intera comunità. I cittadini contestano non soltanto la mancata soluzione del problema, ma anche l'insufficienza del servizio sostitutivo garantito attraverso le autobotti. Un sistema che avrebbe dovuto assicurare una risposta temporanea all'emergenza ma che, secondo numerosi utenti, non riesce a soddisfare la mole delle richieste giornaliere. A rendere ancora più pesante il clima è la sensazione di trovarsi davanti a un'emergenza bloccata in un limbo. Da una parte le rassicurazioni e gli approfondimenti tecnici del Comune, dall'altra una realtà che continua a non cambiare per centinaia di utenti. Per molti residenti il problema non è più soltanto la mancanza d'acqua, ma l'assenza di tempi certi sulla conclusione della vicenda. Domani una delegazione del comitato sarà ricevuta dalla prefetta Daniela Lupo, già impegnata nei mesi scorsi nel coordinamento di diversi tavoli istituzionali sul caso.