il caso
Silenzio dell'Asp di Trapani su 3 mila esami istologici non refertati: 17 indagati, famiglie e avvocati chiedono scuse e ristori
Medici Asp di Trapani sotto accusa, parti civili chiedono trasparenza e pressano l'azienda
La procura di Trapani non ha ancora definito la chiusura delle indagini sulle responsabilità contestate ai 19 sotto inchiesta, tutto personale medico dell’Asp di Trapani, per lo scandalo legato alla mancata elaborazione di circa 3 mila esami istologici. Al pm il gip ha trasmesso i verbali dell’incidente probatorio che è servito a raccogliere l’esito della perizia eseguita da tre professionisti anatomo patologici e la testimonianza di alcune parti lese, come la mazarese professoressa Cristina Gallo, deceduta successivamente. Lei una dei pazienti che non hanno ricevuto per tempo le cure oncologiche necessarie come salva vita. Sono 17 i capi di imputazione mentre all’esito dell’incidente probatorio il numero degli indagati è sceso a 17, per due infermiere la procura ha chiesto l’archiviazione. In queste settimane la procura ha notificato agli indagati l'avviso di proroga delle indagini.
Con una lettera diffusa oggi i difensori delle parti civili che si sono costituite come parti offese già nel corso dell’incidente probatorio, avvocati Vita Maria Ippolito, Riccardo Marceca, Vito Livadia, Salvatore Accardo e Niccolò Grossi, hanno intanto lamentato un assoluto silenzio da parte delle autorità, a cominciare dall’Asp, indipendentemente dalle indagini corso: “La vicenda – scrivono - per la gravità dei fatti emersi e per l’ampia attenzione che ha suscitato anche a livello mediatico, richiederebbe da parte delle istituzioni coinvolte, e di quelle politiche tutte, un comportamento connotato da serietà , tempestività, trasparenza e senso di responsabilità”.
Lamentale che sono dirette all’Asp di Trapani. Basta ricordare che proprio a seguito dello scandalo venne rimosso l’allora manager Ferdinando Croce, e al suo posto è arrivata la romana Sabrina Pulvirenti. Una successione che ha marcato ancora una volta l’attribuzione della casella politica al partito di Fratelli d’Italia. Ma per i legali la questione non può essere risolta con una rimozione ed una sostituzione: “Nonostante ripetuti inviti rivolti all’Azienda Sanitaria di Trapani – sottolineano - finalizzati ad avviare un’interlocuzione sui ristori alle famiglie colpite dal noto caso di malasanità, a oggi non è pervenuto alcun riscontro. Ciò, a quasi due anni dalla prima denuncia”. Non è però solo una questione di ristori.
Mancano le parole, le scuse: “Totalmente assenti, nessuno si è mai preoccupato di fare formali e sentite scuse ai cittadini che hanno subito le conseguenze dei ritardi”. Una questione personale? “Il problema scoperto – proseguono i legali – non riguarda il rapporto tra Asp e i pazienti rimasti in attesa, 3 mila, ma tocca l’intera comunità. Quali sono le rassicurazioni fornite, idonee a impedire che un fenomeno di analoga gravità possa ripetersi in futuro. La tutela della salute dei cittadini è questione di primaria rilevanza pubblica e istituzionale. Proprio per questo, l’atteggiamento sin qui tenuto dall’Azienda Sanitaria di Trapani appare, allo stato, privo di quella doverosa assunzione di responsabilità che la serietà della vicenda avrebbe invece richiesto”.
Un duro richiamo: “Auspichiamo – concludono i legali – che dall’Asp qualcuno risponda ma a prendere la parola siano anche altre istituzioni, le istituzioni politiche territoriali. Serviva già da ieri un canale comunicativo serio e concreto sulle iniziative intraprese atte a garantire la piena sicurezza dei percorsi diagnostici, e sui ristori alle persone – cittadini, pazienti – rimasti danneggiati dai fatti tristemente noti”.