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Maxi-operazione Salemi-Marsala: in 29 a processo per coltivazione e traffico di droga, anche per sfruttamento della prostituzione

Indagini dei carabinieri ricostruiscono estensioni nel Trapanese e il presunto investimento di proventi nell'acquisto di stupefacenti

07 Ottobre 2026, 15:48

15:50

Dai vecchi bordelli alla prostituzione 2.0

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Davanti al Tribunale di Marsala è iniziato il processo a carico di 29 imputati, in gran parte residenti a Salemi (Trapani), accusati, a vario titolo, di produzione (coltivazione di cannabis indica), detenzione e traffico di sostanze stupefacenti: in particolare marijuana e hashish, ma anche cocaina. Secondo l’accusa, il giro di droga si sarebbe sviluppato soprattutto lungo l’asse Salemi–Marsala, con diramazioni, in alcune occasioni, verso altri centri del Trapanese (Santa Ninfa, Calatafimi e Castellammare del Golfo) e nel Palermitano (Balestrate). I fatti contestati risalgono al 2021.

Le indagini sono state condotte dai carabinieri, sotto il coordinamento della Procura di Marsala guidata da Fernando Asaro. Pubblico ministero è Antonella Trainito. Gli imputati sono: Giuseppe, Antonino, Nicola, Luca e Antonino Cangemi, rispettivamente di 46, 24, 30, 42 e 70 anni; Jordy e Massimo Minore, di 39 e 30 anni; Giuseppe Rizzotto, 39; Marouan Rhouma, 36; Redouan Saad, 25; Karim Saad, 31; Davide Angelo, detto «Funcidda», 26; Emanuele Grillo, 32; Maria Luana Buglisi, 40; Vincenzo Accardi, 43; Salvatore Ciancio, 40; Aldo Drago, 45; Croce Anna Robino, 58; Pasquale Miceli, 72; Concetta De Martinez, 29; Graziella Occhipinti, 34; Giuseppe Cascia, detto «Pipetta», 31; Luigi José Gregorio Gandolfo, 61; Liliana Priola, 30, di Castelvetrano; Pietro Caradonna, 46; Paulo Eduardo Pandolfo, 47, nato in Brasile e residente a Salemi; Vito De Priamo, 47; Adrian Flaviu Nastuta e Rebeca Gabriela Nastuta, cittadini romeni, di 23 e 25 anni. Jordy Minore e Paulo Eduardo Pandolfo devono rispondere anche di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione; i relativi proventi, secondo la contestazione, sarebbero stati reinvestiti nell’acquisto di stupefacenti.