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la nota

Sicurezza, il Sim Carabinieri Sicilia lancia l'allarme: «Squilibrio nei carichi di lavoro, penalizzata l'Arma»

Il sindacato chiede dati, trasparenza e misure su turni, soccorsi e ferie

18 Agosto 2026, 18:26

Sicurezza, il Sim Carabinieri Sicilia lancia l'allarme: «Squilibrio nei carichi di lavoro, penalizzata l'Arma»

Il SIM Carabinieri Sicilia lancia un duro allarme sulla gestione della sicurezza nell'isola, denunciando uno squilibrio nei carichi di lavoro che finisce per penalizzare gli uomini dell'Arma.

«In Sicilia la sicurezza non è distribuita in modo equo tra le Forze di polizia – si legge nel comunicato -. Ai Carabinieri si chiede tutto: presenza H24, notti, festivi, piena estate. Ad altri, in diverse province, si chiede molto meno: le aliquote previste per il concorso delle altre Forze risultano spesso ridotte o del tutto assenti. I vuoti li copre sempre l’Arma, i colleghi restano soli sulla strada e il prezzo della disorganizzazione lo pagano loro. Un esempio concreto, segnalato negli atti interni: un cittadino si presenta in un Commissariato per denunciare il furto della propria auto e viene invitato a chiamare il 112, cioè i Carabinieri, perché l’ufficio non sarebbe in grado di ricevere la denuncia. La vicenda andrà verificata nelle sedi competenti, ma dice tutto: il cittadino non può essere rimbalzato da un ufficio all’altro, e il Carabiniere non può essere la risposta automatica a ogni carenza organizzativa altrui».

«Nei Piani Coordinati di Controllo del Territorio non basta scrivere i turni: bisogna farli davvero – prosegue la nota -. Quando le notti, i festivi e l’estate restano scoperti, le pattuglie dell’Arma intervengono su risse, emergenze e servizi ad alto rischio senza alcuna certezza di ausilio tempestivo. Questa non è collaborazione: è uno squilibrio che mette a rischio i militari e riduce l’efficacia del soccorso ai cittadini. E diciamolo chiaramente: lo spirito di servizio dei Carabinieri non può diventare un alibi gestionale. Turni prolungati, riposi compressi, ferie rinviate e famiglie sacrificate non possono essere il modo “normale” di coprire le carenze di altri. Quelle carenze devono essere affrontate da chi comanda e da chi pianifica».

Come si legge nel comunicato, il sindacato chiama in causa la catena di comando: «Nel rispetto delle attribuzioni delle autorità provinciali di pubblica sicurezza, il principio è semplice: i Comandanti Provinciali dell’Arma, per la parte di loro competenza, devono spiegare come vengono pianificati e realmente eseguiti i servizi, quali squilibri hanno rappresentato ai tavoli di coordinamento e quali misure hanno adottato per tutelare il personale. Le risposte devono essere puntuali, documentate e trasparenti: al Comando Generale e a ogni Carabiniere. Chi dispone l’impiego dei reparti non può limitarsi a prendere atto delle carenze: deve segnalarle, contrastarne gli effetti e renderne conto. La responsabilità di comando non si ferma davanti a un foglio dei servizi».

Entrando nel dettaglio delle rivendicazioni operative, il sindacato chiede innanzitutto che «il Comando Generale acquisisca da ogni Comando Provinciale i dati su: servizi pianificati e realmente eseguiti, fasce rimaste scoperte, casi in cui l’Arma ha operato da sola, tempi di ausilio, impatto su straordinari, riposi e ferie».

Inoltre, viene richiesto che «presso le Prefetture sia verificata l’effettiva equità dei Piani Coordinati e dei servizi di ricezione del pubblico, con particolare attenzione a notti, festivi e stagione estiva». Si sollecitano poi «mutuo soccorso, copertura di rete e procedure certe per gli interventi ad alto rischio: deve finire l’isolamento operativo dei Carabinieri sulla strada», insieme a «rinforzi, recuperi e ferie realmente fruibili: le carenze di altri apparati non si compensano comprimendo i diritti e la sicurezza dei Carabinieri».

«Il SIM Carabinieri Sicilia non accetterà più che l’efficienza del sistema si regga sul silenzioso sovraccarico dell’Arma – conclude il testo -. Non chiediamo privilegi: chiediamo equità nell’esecuzione dei servizi, trasparenza nelle decisioni e sicurezza per chi opera. Prima di pretendere nuovi sacrifici, i Comandanti Provinciali diano risposte al Comando Generale e a ogni Carabiniere. La sicurezza della Sicilia non può reggersi su un modello sbilanciato, dove a pagare sono sempre le stesse divise».