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Palermo

Corruzione, mafia e massoneria: pm chiedono il processo per sei persone dopo l'inchiesta di Castelvetrano

Presunti accordi corruttivi tra imprenditori e vertici regionali per alcuni appalti costieri all'ombra di Cosa nostra

12 Luglio 2026, 00:32

Corruzione, mafia e massoneria: pm chiedono il processo per sei persone dopo l'inchiesta di Castelvetrano

Un’indagine nata a Castelvetrano, quando la Squadra Mobile seguendo due imprenditori legati alla Cosa nostra di Matteo Messina Denaro, trovò imprenditori e manager regionali protagonisti di un sistema di corruzione. Adesso la procura antimafia di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio di sei persone e di una società. Corruzione con l’aggravante di avere favorito Cosa nostra. I pm Bruno Brucoli, Gianluca De Leo e Maria Pia Ticino, hanno chiesto il processo contro l'ingegnere Carmelo Vetro, 41 anni, passato dal carcere (nel 2008 venne condannato a nove anni per mafia) a diventare un professionista quasi insospettabile, appartenente alla massoneria. Per i magistrati sarebbe la moderna espressione "viva" di mafia, massoneria e colletti bianchi. Il padre di Carmelo Vetro, Giuseppe, fu per decenni storico capomafia di Favara. Il rinvio a giudizio è stato chiesto anche per Salvatore Vetro, 38 anni, fratello di Carmelo, e per il cognato Antonio Lombardo, 48 anni, e poi per il dirigente del dipartimento regionale alle Infrastrutture Giancarlo Teresi, 68 anni, collezionista d'auto e per i pm collettore di tangenti, e ancora per il funzionario regionale Francesco Mangiapane, 67 anni, per l'imprenditore Giovanni Aveni, 68 anni. Chiesto il processo anche per la An.Sa srl, società formalmente intestata a Lombardo ma nelle mani di Carmelo Vetro.

Un patto corruttivo tra Vetro e Teresi. I lavori per liberare il porticciolo di Marinella di Selinunte dalla posidonia, quelli per il porto di Donnalucata e la difesa dall'erosione della spiaggia di Spinasanta, in territorio di Scicli (Ragusa). Mazzette da 8 mila a 30 mila euro. Una indagine che è arrivata sino al super burocrate della Regione ed ex europarlamentare agrigentino Salvatore Iacolino, la cui posizione, è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, è stralciata, significa che per lui l'indagine non è chiusa.

Emblematico l'appalto per il porticciolo di Selinunte, 200 mila euro per sgomberare il porticciolo di Marinella da 400 tonnellate di posidonia. Oggi il porticciolo selinuntino fa i conti ancora con la posidonia. Teresi è stato intercettato al telefono con l'assessore del Comune di Castelvetrano Davide Brillo, suggerendo l'intervento sostitutivo, 300 mila euro da mettere a carico della Regione: «Loro (il direttore generale Lizzio e l'assessore regionale Aricò) non capiscono un cazzo, non sanno come funziona la macchina». All'assessore Brillo, Teresi suggerisce l'impresa alla quale rivolgersi, «la faccio chiamare io dall'ing. Vetro». Il gup del Tribunale di Palermo, Rosario Di Gioia, ha fissato l'udienza preliminare.