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La curiosità

Il contenuto della stele del Lungomare di Gela che ricorda lo Sbarco degli Americani deve essere rivisto

Polemica sulla stele dell'Operazione Husky: epigrafe ambigua e richiesta di revisione per correttezza storica

10 Luglio 2026, 03:39

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Il contenuto della stele del Lungomare di Gela che ricorda lo Sbarco degli Americani deve essere rivisto

Mentre ieri in pochi hanno partecipato alla commemorazione dello Sbarco, la stele dedicata all’Operazione Husky sul lungomare, realizzata dal Rotary e, inaugurata in occasione dell’ottantesimo anniversario dello Sbarco alleato, è al centro di una richiesta di revisione avanzata da Giandomenico Bondì, che si è rivolto al sindaco e ai promotori dell’iniziativa.

Il nodo sollevato riguarda il contenuto dell’epigrafe incisa sul monumento, giudicata ambigua e in parte contraddittoria rispetto al significato storico dell’evento che intende commemorare. Secondo Bondì, la formulazione attuale sembra attribuire un valore eroico ai soldati italiani che “contrastarono” lo sbarco, mettendo in secondo piano il ruolo delle forze alleate che, con quell’operazione, avviarono il processo di liberazione dell’Italia dal nazifascismo. La stele definisce Gela “prima città liberata dal nazifascismo”, ma l’elogio del “contrasto” opposto allo sbarco appare, secondo Bondì, in conflitto con la stessa idea di liberazione. Bondì riconosce che i soldati italiani agirono in obbedienza a un regime autoritario, ma sottolinea che celebrare retoricamente il loro tentativo di impedire l’arrivo degli Alleati rischia di legittimare, anche involontariamente, il sistema politico che impose quella obbedienza e che avrebbe trascinato il Paese verso altri due anni di guerra civile.

In una seconda lettera, inviata dopo un colloquio informale con il sindaco, l’autore aggiunge ulteriori rilievi, contestando la definizione di Gela come “prima città libera d’Europa dal nazifascismo”, giudicata storicamente infondata e priva di riscontri documentali. A suo avviso, la città fu la prima località europea dell’Asse ad essere conquistata dagli Alleati, un passaggio che segnò l’inizio del processo di liberazione del continente, ma non una liberazione in senso tecnico-militare, poiché Gela non era sotto occupazione straniera, bensì parte del Regno d’Italia, alleato della Germania nazista.

L’epigrafe, nella formulazione attuale, riunirebbe dunque tre elementi problematici: il “contrastato eroicamente”, la “remota posterità” e la definizione di “prima città libera d’Europa”, che secondo Bondì producono un racconto distorto e poco fedele alla realtà storica. Da qui la richiesta di un intervento del Comune, anche in dialogo con il Rotary Club, per valutare una modifica o una rimozione del testo, affinché il monumento possa riflettere con precisione e responsabilità il significato dell’evento che intende ricordare e restituire alla comunità un simbolo coerente con la storia della città e con la memoria collettiva.