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la tragedia

Muore nell’inseguimento del Suv in fuga, il sacrificio dell’agente siciliano che viveva la divisa come una missione

Francesco Imprezzabile, originario di Mazara del Vallo, ha perso la vita durante un controllo stradale a Milano. Arrestato il conducente dell’Audi Q7, che ha chiesto scusa ai familiari e allo Stato

23 Giugno 2026, 22:02

24 Giugno 2026, 08:31

Muore nell’inseguimento del Suv in fuga, il sacrificio dell’agente che viveva la divisa come una missione

Per Francesco Imprezzabile il lavoro nella Polizia locale di Milano non era «solo un mestiere», ma una vera e propria «passione». Pur riconoscendone le difficoltà, aveva più volte raccontato sui social di voler affrontare il servizio con «impegno», mettendoci «anima e cuore» e continuando a «dare il massimo». Un impegno che gli è costato la vita.

L’agente, prossimo ai 40 anni, è morto nella serata di lunedì durante l’inseguimento di un’Audi Q7 che non si era fermata all’alt intimato poco dopo le 21.30. Alla guida del Suv c’era un 27enne di nazionalità albanese che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, aveva deciso di fuggire accelerando invece di fermarsi al controllo. Imprezzabile si è messo all’inseguimento in sella alla moto di servizio, percorrendo alcuni chilometri tra la periferia sud-est di Milano e l’area di Peschiera Borromeo, fino alla caduta che gli è risultata fatale.

Il conducente del veicolo è stato arrestato con l’accusa di fuga pericolosa ed è indagato a piede libero per omicidio stradale. Le indagini, coordinate dalla pubblico ministero Francesca Crupi, hanno portato rapidamente alla sua identificazione grazie al noleggio dell’auto e alla targa del mezzo. L’uomo è stato rintracciato il mattino seguente in un appartamento a Monza.

Assistito dal proprio legale, il 27enne ha ammesso di non essersi fermato al posto di blocco, spiegando di avere con sé una modesta quantità di hashish e di aver temuto conseguenze giudiziarie anche in considerazione dell’obbligo di firma cui era sottoposto. Davanti agli inquirenti ha sostenuto di non essersi accorto della caduta dell’agente e di non aver urtato la motocicletta durante la fuga. Secondo i primi accertamenti, sul veicolo non sarebbero stati rilevati segni compatibili con una collisione o con uno speronamento.

Nel corso dell’interrogatorio il giovane ha espresso il proprio rammarico, dichiarando: «Chiedo scusa allo Stato italiano e ai familiari dell’agente».

La morte di Imprezzabile ha suscitato profonda commozione nelle istituzioni e tra le forze dell’ordine. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il proprio cordoglio, così come la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che a nome del Governo ha manifestato vicinanza alla famiglia, agli amici e ai colleghi dell’agente, ricordando il sacrificio di chi opera ogni giorno per garantire la sicurezza dei cittadini.

Messaggi di vicinanza sono arrivati anche dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e da numerosi rappresentanti delle forze di polizia. Colleghi della Polizia locale hanno reso omaggio a Imprezzabile con una sfilata di auto e motociclette di servizio davanti al comando di via Oglio, dove prestava servizio.

Intanto proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente, anche attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti lungo il percorso dell’inseguimento. Nelle prossime ore la Procura trasmetterà al giudice per le indagini preliminari la richiesta di convalida dell’arresto e l’eventuale applicazione di una misura cautelare nei confronti del conducente del Suv.

«Indossare la divisa è una vocazione» ma anche una «grande responsabilità». Viveva così il suo lavoro, quello di agente della Polizia locale di Milano, Francesco Imprezzabile.  «Amava il proprio lavoro, forse lo amava troppo», lo ricorda il suo comandante, Gianluca Mirabelli.  Francesco era fiero del suo lavoro e di appartenere al corpo, basta guardare le sue pagine social per rendersi conto di come vestiva con orgoglio quella divisa.
Il 23 maggio, meno di un mese fa, posava sorridente sulla moto di servizio, con la divisa e gli occhiali da sole. "Indossare questa divisa non è solo un lavoro, è una responsabilità - scriveva -. Non è un mestiere qualunque, è vocazione, passione e senso del dovere». Non nascondeva la fatica che c'era dietro le giornate da ghisa Francesco, «i sacrifici e le rinunce, fatica e tante cose che nessuno vede», ma alla fine «il sacrificio, l’onestà e la costanza sono le uniche cose che ripagano davvero». Nei suoi racconti c'era anche l'amara considerazione di essere spesso abbandonati come corpo. "Ogni giorno affrontiamo violenza, degrado e criminalità. Eppure spesso siamo soli - scriveva -. Senza rispetto. Senza protezione. Siamo insultati, aggrediti, filmati».


Imprezzabile, che è cresciuto a Milano ma era originario di Mazara del Vallo in Sicilia, era entrato nella Polizia locale di recente, con un concorso nel 2022 ma anche prima aveva lavorato nell’ambito della sicurezza, anche nei locali notturni. Poi nel 2023 era riuscito a realizzare il suo obiettivo, diventare un agente della Polizia locale. Un ruolo che svolgeva con senso di responsabilità, come si legge sempre sulle sue pagine social, dove raccontava le sue giornate in strada. Una foto del 31 marzo lo ritrae mentre parla con una signora anziana fuori da un ufficio, «non è solo una divisa, non è solo legge, ordine, o una sanzione scritta su un verbale - scriveva -. In quella divisa vive una persona, che si ferma, che ascolta, che sceglie ogni giorno di esserci. Perché a volte il suo compito non è inseguire, ma rallentare, non è punire, ma tendere una mano». Un agente della Polizia locale per il 39enne non era solo azione quindi ma anche vicinanza alle persone, questo lasciano intendere i suoi post social, sotto i quali sono comparsi tantissimi commenti di cordoglio per la sua morte in servizio. A scrivere sono amici ma anche colleghi di lavoro. «Hai perso la vita facendo quello che più ti piaceva», scrive il cugino Vito, "ti ricorderò per le risate e le battute al lavoro, per la tua gentilezza e il tuo sorriso sempre pronto», scrive invece Laura, una collega. «Eri un’anima buona e piena di vita - lo ricorda Chiara -, con la voglia sempre di aiutare l’altro».