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Marsala

L'incendio all'azienda Sarco, il sindaco: «Tenete porte e finestre chiuse»

Ordinanza in vigore fino al 25 giugno

16 Giugno 2026, 10:03

10:10

Incendio distrugge l'impianto per la raccolta differenziata: bruciano i capannoni della Sarco, a Marsala. Analisi dell'Arpa

Tenere chiuse porte e finestre di abitazioni, uffici e luoghi di aggregazione, ridurre l'esposizione a eventuali ricadute di fumi, disattivare gli impianti di condizionamento e climatizzazione dell’aria. Sono questi alcuni dei punti dell’ordinanza emessa, ieri sera a tutela della salute pubblica, dal sindaco di Marsala Andreana Patti per la contrada Ponte Fiumarella, nella periferia a sud-est della città, per l’incendio divampato nella notte tra domenica e lunedì scorsi alla Sarco, azienda che si occupa della lavorazione e trasformazione di vetro e metalli provenienti dalla raccolta differenziata dei rifiuti. Il rogo ha riguardato anche sostanze plastiche.

L’ordinanza, che sarà in vigore fino al 25 giugno, è stata emessa, spiega una nota del Comune, «in attesa degli esiti delle analisi chimiche effettuate da Arpa Sicilia e tenuto conto che non è possibile escludere a priori la presenza di concentrazioni di inquinanti potenzialmente nocivi per la salute umana».

Il provvedimento del primo cittadino è rivolto a «tutti i residenti e domiciliati, esercenti, datori di lavoro, lavoratori, e a chiunque a qualsiasi titolo si trova stabilmente od occasionalmente nel raggio di 2 chilometri dall’azienda Sarco, area individuata quale zona di protezione da diossine e pcb». In quest’area si ordina, inoltre, di «sospendere tutte le attività lavorative, sportive, ludiche e ricreative svolte all’esterno».

Eventuali attività urgenti «dovranno essere valutate con il massimo approccio prudenziale e comunque adottando tutte le massime misure di protezione».

Gli animali domestici e da cortile devono essere mantenuti al chiuso, proteggendo alimenti e acqua da eventuali contaminazioni. Bisogna pure lavare bene con acqua corrente prima di consumare prodotti agricoli come frutta e verdura.

Tra gli altri divieti, anche quello di pascolo e di utilizzo di carne e latte provenienti da aziende zootecniche della zona.