l'inchiesta
Il Cefpas secondo Gallo: Lombardo, il Pd e «l'amalgama» della spartizione. «Non dobbiamo essere ingordi, ma intelligenti»
Il deputato agrigentino, dopo aver lottato per mettere le mani sul centro di formazione, pianifica la pax con alleati e opposizioni a colpi di divisione di incarichi
«Fare un ragionamento di amalgama». In fondo, la filosofia politica di Riccardo Gallo Afflitto sta tutta qua: mangia e fai mangiare. Dopo aver litigato furiosamente per difendere il proprio territorio, cioè il Cefpas, il deputato regionale di Forza Italia ragionava su come far sedere un po' tutti alla spartizione della torta, cioè alla distribuzione di incarichi e consulenze: dai colleghi di partito a Raffaele Lombardo, fino a Fratelli d'Italia e al Pd.
Eppure l'inizio era stato furibondo. Quando il governo di Renato Schifani è agli albori e nel centrodestra c'è da spartirsi assessorati e poltrone di sottogoverno, Gallo Afflitto si sceglie il Cefpas, l'ente regionale per la formazione del personale sanitario. «Meglio di un assessorato, perché si ci duna l'assessorato lo accontenta e nun po parlari chiui», ragionano l'esperto amministrativo Gioacchino Pontillo e il direttore Roberto Sanfilippo (entrambi indagati). E invece il deputato agrigentino di cose da chiedere ne ha tante. Quindi il Cefpas va difeso, con le buone e con le cattive. In primis dal leader del Mpa. «Lombardo va dicendo a tutti che il Cefpas non è suo, ma di Gallo», racconta Sanfilippo, che prosegue riportando la risposta di Gallo: «L'ho chiamato e ci dissi: Lombardo, sa che ti dico? U Cefpas è di Gallo? Allura non parlati chiu cu Sanfilippo, non ci trasi chiu nenti, il Cefpas è di Gallo». Il significato della conversazione lo parafrasano i pm nella richiesta di misure cautelari: scaricando Sanfilippo, a lui vicino in passato, Lombardo «mira ad ottenere la possibilità di indicare un nominativo per un altra poltrona di rilievo nello scacchiere regionale».
Ma dopo lo scontro iniziale, Gallo vuole «la pax» e pensa di ottenerla condividendo soldi e incarichi. Parlando con Sanfilippo, Gallo afferma che Totò Cuffaro e l'ex direttore generale della Sanità Salvatore Iacolino «stanno gestendo 43 milioni di euro» verosimilmente di fondi della Regione Sicilia, «con l'intesa che una certa parte - scrivono i pm - parla di 10-20 milioni, sia destinata al Cefpas». Quindi suggerisce di farne gestire una parte a Roberto Di Mauro, uomo forte di Lombardo ad Agrigento. «Ci su sti vinti 20 miliuna - dice Gallo - s'hanu na società e c'ha duni, ma nuatri ni spartemu i parti mi segui o no?». Così come la possibilità di riconoscergli incarichi. «C'avemu 20 nomi, ci nni damu tri». Perché «oggi domani Di Mauro va a fari u vicepresidente da Regione, una cosa è averli a favore... un ragionamento di amalgama». L'indagine non spiega se il piano pensato da Gallo va in porto. E né Lombardo, né Di Mauro sono indagati in questa inchiesta.
La lista dei politici da accontentare tramite il Cefpas è lunga. E in alcuni casi Gallo non vuole essere «il coprispalle di tutti, non funziona chiui stu discursu». È il caso di una richiesta che sarebbe arrivata dal sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo, pure lui di Forza Italia (non indagato), «verosimilmente per il figlio». Ma stavolta il deputato vuole l'intervento dall'alto: «L'ha ddiri Caruso (Marcello Caruso, in quel momento segretario regionale di Forza Italia e oggi assessore alla Salute)». Anzi. «L'ha ddiri Schifani sì o no». Dagli atti disponibili, nessun Corbo risulta tra gli incarichi di consulenza del Cefpas degli ultimi tre anni.
Ma il deputato intende adottare la stessa strategia anche con le opposizioni, in particolare del Pd, «al fine di evitare successivi attacchi mediatici», sottolineano i magistrati. «Siccome si aprono le danze - spiega Gallo al direttore Sanfilippo - noi al Pd ci n'ama dari una, o capogruppo ca è ccà. Una protezione che mittemu o Cefpas, a mia e a tia, il Pd deve difendere Sanfilippo». Il capogruppo a cui fa riferimento è Michele Catanzaro (non indagato), pure lui agrigentino. E un Catanzaro, senza ulteriori precisazioni, torna in un altro passaggio del documento dei pm. «N'havi a dari uno (incarico ndr) a chiddru, Catanzaro che è pentito», dice, riferendosi alle intenzioni di Gallo Afflitto, Pontillo, che allunga l'elenco della spartizione: «Uno u voli dari a Peppe Catania, u marito da Savarino (l'assessora regionale Giusi Savarino, né lei né Catania sono indagati ndr) che se la vuole ingraziare».
È Gallo, alla fine, a tirare le somme: «Due a Di Mauro, uno a la Ruvolo (Margherita La Rocca Ruvolo, sua collega agrigentina di Forza Italia ndr), uno al Pd. Perché oggi domani un cretino che si alza (per denunciare, è il senso ndr), metteranno ndo culu a tutti. Putemu aviri 'n nemicu - conclude - ma l'autri n'anna difenniri. Non possiamo essere ingordi, dobbiamo
essere intelligenti».