×

La polemica

Tranchida-Antonini, c'eravamo tanto amati: botta e risposta al vetriolo

Il sindaco di Trapani torna in Consiglio dopo mesi di assenza: scontro con Mazzeo, denunce incrociate con il patron del Trapani Calcio e accuse di ingerenze sullo sport e sulla città

04 Giugno 2026, 13:50

14:01

Antonini Tranchida

Valerio Antonini and Giacomo Tranchida

Il sindaco Giacomo Tranchida da mesi non mette piede in consiglio comunale. Da quando ha contestato la conduzione dei lavori d'aula del presidente Mazzeo, ma precisa «gli assessori da me delegati hanno sempre partecipato. Domani, però, ci sarò».

Torna in aula. Ma tengono banco le tensioni con Mazzeo. Non siete andati mai d'accordo, nel 2023 lo ha nominato assessore e qualche grana finanziaria l'ha risolta

«Il bilancio viene proposto dalla Giunta al Consiglio non certo dal singolo assessore. Mazzeo si è rivelato un presidente del Consiglio “condizionato” e non solo dall'opposizione. E' grave che sulla vicenda della presunta decadenza (proposta che riguarda nove consiglieri ndr) pensa di tenere impunemente in “ostaggio politico” diversi eletti dal popolo trapanese».

Mazzeo ha come riferimento il deputato Turano (Lega), si è sentito tirato per la giacca?

«Ho rispettato il patto e il programma di governo, sono poco incline ai diktat».

Le fa paura il fatto di non avere più i numeri in aula consiliare?

«In Consiglio arrivano proposte di delibere per il benessere della città, bocciarle non fa certamente torto a me, ma ai trapanesi. Continuiamo e con spalle larghe a dare risposte».

Poi c'è lo scontro con il patron Valerio Antonini. L'ha indicata come debitore di Telesud (sua emittente, oramai chiusa). L'ultima denuncia da lei presentata è molto pesante, e Antonini però le ha dato del mafioso

«Sono 14 denunce, dopo avermi dato del mafioso. Io non ho alcun debito con Telesud e ho denunciato chi ha intentato anche una campagna diffamatoria in questa direzione».

È indicato come prossimo destinatario di richieste risarcitorie

«Non sono titolare di chissà quali patrimoni, non ho entrate extra da alcuna azione commerciale, professionale, né ancora meno di riciclaggio, sono una persona modesta, onesta, rispondo querelando una regia che è occulta fino a un certo punto. Si sta cercando di mettere le mani sulla città di Trapani, perché si è trovato un sindaco, un apparato burocratico e funzionale che fa gli interessi dei colori Granata, quelli veri della città di Trapani, propri del gonfalone. Trapani è sotto scacco, è sotto scacco una parte del consiglio comunale, lo dico dal punto di vista politico, compreso il presidente Mazzeo, sono tutti intimoriti da Antonini. Su questo signore, anch'io ho commesso gli errori, mi sono fidato, detto tra virgolette, della suocera. Detto questo, l'autorità giudiziaria vedrà se Tranchida è un diffamatore seriale o se Tranchida invece da cittadino, da sindaco, sta dicendo che in questa città stanno accadendo cose strane. Io non mi faccio intimidire, non mi sono infatti intimidito nella mia vita, non mi faccio intimidire dal principe dei quartierini di turno. Ho giurato fedeltà alla Costituzione, ho giurato fedeltà ai trapanesi, avrò fatto degli errori nella gestione amministrativa, li ho fatti in buona fede cercando di migliorare il futuro».

Le si contestano i 30 anni da sindaco (Valderice, Erice, Trapani) come risponde?

«Sono stato sempre eletto democraticamente dal popolo, non ho mai baciato mani ad alcuno ed ho evitato sirene poco raccomandabili. Non mi sono mai venduto ai vecchi potentati, né intendo farlo con i nuovi, dal sapore antico».

La risposta di Antonini

L'imprenditore romano Valerio Antonini in diretta social e incontrando un pò di gente nel suo locale in centro storico, ripercorrendo la vicissitudini delle sue squadre, Calcio e Basket, è tornato ad attaccare non solo i vertici delle federazioni, ma è partito proprio con in mettere all'indice il sindaco Giacomo Tranchida (che parla dello stesso Antonini nell'intervista pubblicata in questa pagina).

«Uno che sin dall'inizio ha creato le condizioni perché andassi via da Trapani - dice Antonini - è certamente il sindaco Tranchida, quello che aveva più interesse perché questa situazione si manifestasse. Ha tentato di costruire un castello di menzogne, accuse e di mascariamento, fino a parlare di “lavanderia” l'altra sera in piazza. Gli abbiamo fatto la quattordicesima denuncia. Le persone che sono venute a scontrarsi con me, avevano e hanno rapporti col sindaco».

L'imprenditore aggiunge: «Sono diventato un nemico quando ho annunciato la costruzione della Cittadella dello sport, la cosa è stata vista anche come il tentativo di incidere sulla politica. Poi ci hanno tolto il Palazzetto. Noi vinceremo al Tar, e dovranno risarcirci». Poi lancia un appello ai trapanesi: «Io non posso fare la guerra da solo, i trapanesi hanno paura, ho messaggi di gente che è stata minacciata se oggi (2 giugno ndr) veniva qui a incontrarmi».

Sull'argomento sport Antonini è stato altrettanto netto: «Nella storia dello sport nazionale un omicidio sportivo come quello subito dalle mie squadre non è mai esistito». Sotto accusa ci sono i vertici Fgci, Coni e della Fip: «I nostri titoli ci sono stati rubati a tavolino, la serie A della Pallacanestro e la serie C del Calcio. Ma non ci siamo arresi, avremo giustizia come è successo con la Corte tributaria sui crediti compensati, non siamo stati noi ad essere fraudolenti».