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La decisione

L'ex senatore D'Alì non deve risarcire lo Stato: la Corte dei Conti respinge la richiesta della procura

Il reato contestato all'ex sottosegretario, condannato per concorso esterno con boss come Messina Denaro e Riina, è anteriore alla norma sul danno d'immagine

03 Giugno 2026, 21:28

21:30

Antonio D'Alì

Antonio D'Alì

I giudici della Corte dei conti, presidente Anna Luisa Carra, hanno respinto la richiesta di risarcimento da 1 milione e 800 mila euro chiesta dalla Procura nei confronti dell’ex senatore Antonio D'Alì per il presunto danno di immagine allo Stato.

Sono state accolte le tesi degli avvocati difensori Giovanni e Giuseppe Immordino, secondo cui il reato di concorso esterno in associazione mafiosa per cui l’ex senatore era stato condannato sarebbe stato commesso in data precedente all’entrata in vigore della nuova norma che regolamenta il danno di immagine.

La condanna a sei anni che D'Alì sta scontando nel carcere di Opera era stata confermata dalla Cassazione nel 2022.

Il politico trapanese è stato sottosegretario all'interno dal 2001 al 2006, secondo l'accusa mise il suo ruolo a disposizione di capimafia storici, tra cui Matteo Messina Denaro e Salvatore Riina.

Per la procura contabile il danno erariale all'immagine corrispondeva agli stipendi percepiti da D'Alì fra il 1994, anno cui risale la sua elezione a parlamentare, e il 2006.