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Il sistema

Il tesoro di Tamburello: da Marbella ai paradisi fiscali, la cassaforte offshore del narcotraffico

I proventi di quattro decenni di traffico di droga in ville di lusso, conti cifrati, 12 kg d'oro e la Cinzano Ltd da 79 milioni di euro

29 Maggio 2026, 07:30

Il tesoro di Tamburello: da Marbella ai paradisi fiscali, la cassaforte offshore del narcotraffico

Da Marbella in Spagna ai paradisi fiscali delle Cayman, passando per Gibilterra e Panama. È in questo giro internazionale che si nascondeva il tesoro accumulato da Giacomo Tamburello, un patrimonio frutto di quarant'anni di traffico internazionale di droga. Un sistema di riciclaggio perfetto che negli anni ha permesso all’uomo e alla sua famiglia (ex moglie e figlio) di poter fare una “vita da nababbo”. Un sistema di riciclaggio perfetto grazie ad una pluralità di “schermi societari” esteri. Tutto era a nome dell’ex moglie di Tamburello Maria Antonina Bruno e di suo figlio Luca Tamburello e, in alcuni casi, dal socio in affari Jonas Krumnikl (che non è indagato). Ma dietro di loro c’era l’ex commerciante di abiti.

Le società sequestrate operavano principalmente su due fronti: la speculazione immobiliare di lusso e l'occultamento finanziario. Quattro società spagnole operavano nel settore dell'intermediazione, promozione e costruzione immobiliare. Il loro scopo era acquisire, ristrutturare e affittare appartamenti, ville e locali commerciali di grande prestigio, concentrati soprattutto in Andalusia, tra Marbella (località in cui Luca Tamburello vive con la sua famiglia) e Puerto Banús. E poi c’erano le “casseforti” nei paradisi fiscali a Cayman, Panama e Gibilterra. Non producevano redditi, ma venivano utilizzate per aprire conti correnti cifrati in Andorra, Lussemburgo, Principato di Monaco e Svizzera, permettendo di incassare dividendi, trasferire denaro contante da un Paese all'altro e investire in mercati azionari.

Un sistema perfetto: da una parte i soldi della droga, dall’altro gli investimenti in un cartello criminale perfetto. In questo contesto è nata la Cinzano Ltd, la società offshore, definita la "cassaforte finanziaria" della famiglia, che ha un valore stimato di circa 79 milioni di euro per le 682 mila azioni nominative di un istituto bancario libanese. Ma anche in Lussemburgo un portafoglio titoli da oltre 7 milioni di euro e persino 12 chilogrammi d'oro in lingotti.

Gli investigatori hanno ricostruito che sui conti andorrani riconducibili alla moglie di Tamburello e a società come la Inversiones Oro Rey erano transitati circa 12 milioni di euro, parte dei quali successivamente dirottati in Spagna per l'acquisto di immobili. Le società immobiliari iberiche, come la Value Added Property, detenevano decine di proprietà (tra cui locali commerciali, ville e appartamenti) i cui singoli valori di acquisto o commerciali oscillavano regolarmente tra i 300.000 euro e oltre un milione ad immobile. Un vero e proprio business costruito da un uomo, Giacomo Tamburello, che andava avanti con mille euro dati dall’anziana madre. Di fatto per il mantenimento in carcere prima e ai domiciliari dopo gli giungevano dall’ex moglie 4mila euro al mese. E non sono certo bruscolini. Un business portato avanti da chi aveva un reddito basso, come nel caso del figlio Luca che sono negli ultimi tre anni ha guadagnato più di 100 mila euro. E gli altri milioni ora sono tutti sotto chiave.