×

Chiesa

Chiuso a Catania il Meeting Francescano del Mediterraneo: «Connessi. Eredi di una ricca povertà»

Tre giorni di dialogo, formazione e impegno per fraternità, ecologia integrale, accoglienza a Lampedusa e protagonismo giovanile nel Mezzogiorno

18 Maggio 2026, 19:49

19:50

Chiuso a Catania il Meeting Francescano del Mediterraneo: «Connessi. Eredi di una ricca povertà»

«Andremo e annunceremo che in Lui tutto è possibile… abbiamo visto vite cambiare, abbiamo visto l’Amore vincere». Con le note del canto che ha accompagnato l’ultima celebrazione eucaristica si è conclusa ufficialmente a Catania la quinta edizione del Meeting Francescano del Mediterraneo. Tre giornate intense, dal 15 al 17 maggio, hanno trasformato il capoluogo etneo in una “piazza viva” di dialogo, racconti, abbracci e proposte concrete per il domani.

L’iniziativa, promossa dall’Ordine Francescano Secolare (OFS) di Sicilia e dalla Gioventù Francescana (GiFra) Siciliana, ha riunito partecipanti da tutta Italia e dall’area mediterranea attorno a una sfida decisiva per il nostro tempo: “Connessi. Eredi di una ricca povertà”. Un tema che travalica i confini ecclesiali per interpellare direttamente istituzioni e società civile.

L’appuntamento ha voluto offrire una risposta alla frammentazione sociale e alle crisi globali. «In questo tempo così fragile, segnato da conflitti, disuguaglianze e isolamento individualista, abbiamo sentito forte il bisogno di ritrovare relazioni umane autentiche e fraternità», dichiara Carmelo Vitello, Ministro regionale dell’OFS Sicilia. «Il dono più grande di questo Meeting è la certezza che nessuno si salva da solo. La povertà evangelica di Francesco d’Assisi non è privazione, ma una ricchezza di senso capace di generare stili di vita sostenibili, pace e coesione sociale nelle nostre città».

Sulla stessa linea, con un accento particolare sul protagonismo giovanile rispetto alle sfide occupazionali e sociali del Mezzogiorno, interviene Matteo Leanza, presidente regionale della GiFra Sicilia: «Essere eredi di una spiritualità concreta significa incidere nella realtà quotidiana. Con il nostro “” vogliamo dimostrare che restare al Sud, abitare le nostre terre e trasformare le fragilità in opportunità non è un ripiego, ma una scelta coraggiosa e rivoluzionaria per costruire un mondo più umano».

Il programma ha alternato momenti di alto profilo politico, sociologico e culturale: dal confronto sulle città sostenibili e sul contrasto allo “scarto umano e ambientale”, alle riflessioni sulla “fraternità come categoria politica” per superare la crisi della democrazia, fino al corso di alta formazione in Ecologia integrale realizzato in collaborazione con la Pontificia Università Gregoriana e la Pontificia Università Lateranense.

Il Premio San Ludovico 2026 alla comunità di Lampedusa, rappresentata dal parroco don Carmelo Rizzo, ha riconosciuto l’instancabile esempio di accoglienza offerto dall’isola, frontiera e “Porta d’Europa”. Contestualmente, è stato rilanciato un forte appello politico e sociale per illuminare le storiche carenze di servizi strutturali che penalizzano i territori insulari.

L’evento ha assunto un valore storico particolare, inserendosi nelle celebrazioni per l’VIII centenario del transito di San Francesco d’Assisi e nel Centenario Agatino, che ricorda il ritorno delle reliquie della Patrona a Catania: due testimonianze di coraggio e carità verso gli ultimi che hanno ispirato la città. «Lo stile cristiano di Agata e di Francesco non riguarda solo l’evangelizzazione – ha detto l’arcivescovo mons. Luigi Renna, nella celebrazione eucaristica in cattedrale – niente liti e dispute, non cercare il conflitto, vivere in modo che ci chiedano di parlare delle ragioni del nostro modo disarmato e disarmante: ecco la strada. È scandalo per il mondo una fede che cerca riconciliazione ma è antidoto a parole come confini, stranieri, ricchezza, sicurezza… che aprono alla guerra”.

I partecipanti rientrano ora nelle proprie città con l’impegno di tradurre i laboratori in progetti concreti, mentre il Meeting del Mediterraneo, nel segno di una rete in costante ampliamento a livello nazionale, approderà il prossimo anno anche in Toscana, grazie al lavoro già avviato dalle fraternità di Pisa e della Campania.