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il caso

Il sipario di Agrigento cala prima del comizio: niente Matteo Salvini al Teatro Pirandello

Gentile spegne le tensioni istituzionali nel Cda e annuncia il bagno di folla per il ministro dei Trasporti. "Cresce il consenso attorno a noi, andiamo avanti senza esitazione"

18 Maggio 2026, 12:25

12:30

Il sipario cala prima del comizio: niente comizio di Salvini al Teatro Pirandello

Il contestato convegno di giovedì 21 maggio, al quale è attesa la partecipazione del ministro dei Trasporti Matteo Salvini e dei vertici della Lega, cambia sede, trasformando una controversia istituzionale in un confronto di piazza non si farà più.

Le frizioni, verbalizzate dal Cda della Fondazione Pirandello, erano esplose dopo la richiesta della Lega di ottenere gratuitamente la sala per un presunto incontro istituzionale sulle infrastrutture.

Il Consiglio si era spaccato: da un lato il presidente Alessandro Patti e il consigliere Giulio Cinque (area Forza Italia), contrari per evitare che il teatro diventasse scenario di una “manifestazione politica di parte”, forti anche di un precedente diniego all’Assessorato regionale all’Energia per analoghe ragioni elettorali; dall’altro i consiglieri Andrea Cirino (Lega), Gaetano Airò (FdI) e Giuseppe Miccichè (DC), favorevoli alla concessione gratuita, ritenendo l’evento “prettamente istituzionale”.

Il nodo della contesa è emerso quando la direttrice generale Alessandra Fiaccabrino ha ricevuto il programma degli interventi previsti per il 21 maggio. L’inserimento in scaletta del candidato sindaco Luigi Gentile, sostenuto da Lega e DC, ha fatto cadere la “foglia di fico” delle finalità esclusivamente ministeriali, prospettando un nuovo, acceso passaggio in Cda.

Quando lo stallo sembrava inevitabile, è arrivata la mossa di Gentile, che ha annunciato la rinuncia alla sala. “Le polemiche, le critiche e i polveroni alzati in queste ore per l'evento previsto ad Agrigento con il ministro Matteo Salvini al teatro Pirandello, è il chiaro segnale che qualcuno cede al nervosismo”, ha dichiarato il candidato.

Sostenuto da Lega, Democrazia Cristiana, Prima l’Italia-Gentile sindaco e Noi Moderati-Sud chiama Nord, ha rincarato: “Ci temono e, per questo, si attaccano a qualsiasi cosa. Stiano tranquilli delatori e sanculotti perché noi andiamo avanti senza esitazione e rinunciamo anche alla location del teatro Pirandello”.

La scelta non viene presentata come una retromarcia, bensì come opzione per ampliare la partecipazione: “Il Teatro non avrebbe potuto contenere tanta gente. Per questa ragione giovedì prossimo, 21 maggio, parleremo agli agrigentini a Porta di Ponte, luogo simbolo dell’accesso alla città di Agrigento e fulcro del centro storico”. Il “caso Pirandello”, che aveva rischiato di far implodere il centrodestra agrigentino, si chiude dunque con una stoccata agli avversari, accusati da Gentile di “avere già la città in mano”.