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Sea Watch disobbedisce al governo e punta verso Trapani: «Non andremo in Toscana, basta alla tortura di Stato»

Oggi il Tribunale dei minori di Palermo ha ordinato lo sbarco immediato degli under 18. Secondo le regole del decreto Piantedosi gli altri sarebbero dovuti sbarcare a Marina di Carrara

17 Marzo 2026, 21:59

22:00

Sea Watch disobbedisce al governo e punta verso Trapani: «Non andremo in Toscana, basta alla tortura di Stato»

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«Basta così. Non sottoporremo le 57 persone a bordo di SeaWatch5 a un viaggio di altri 1.100 km per raggiungere Marina di Carrara. È tortura di Stato. Disobbediamo a questo ordine assurdo e facciamo rotta verso Trapani». Così la ong annuncia di volere disobbedire al governo nazionale che aveva ordinato di sbarcare in Toscana i naufraghi soccorsi. Già in passato altre organizzazioni non governative hanno forzato le regole del decreto Piantedosi, subendo successivamente fermi amministrativi e sanzioni. Spesso poi annullati dai giudici.

Tra il 15 e il 16 marzo SeaWatch5 ha effettuato due soccorsi di due gommoni in difficoltà nel Mediterraneo, portando a bordo in totale 93 persone, tra cui diversi minori e donne incinte. Le condizioni del mare sono rapidamente peggiorate. Il 16 marzo, poco prima dell'alba, è scattata l'evacuazione sanitaria di nove migranti - cinque donne e quattro bambini, tutti sudanesi - da parte di una motovedetta della guardia costiera. Dopo lo sbarco al molo Madonnina di Lampedusa, un minorenne è stato portato al poliambulatorio dove è stato ricoverato. Accanto a lui, la mamma e la sorella. Ricoverato, pure lui per ipotermia, anche un altro minorenne che viaggiava con due familiari.

Gli altri 84 sono rimasti a bordo, ma la ong ha presentato un ricorso urgente al Tribunale dei minori di Palermo, che ha prontamente risposto ordinando lo sbarco immediato di tutti i 23 minori nel porto siciliano più vicino. La tutela dei minori è competenza della magistratura minorile, e quella magistratura ha ritenuto che le condizioni a bordo — meteo avverso, durata del viaggio, presenza di donne in gravidanza — configurassero un rischio concreto.

Nel pomeriggio di oggi, quindi, venti minori non accompagnati e tre bambini con le rispettive famiglie sono stati saliti su una motovedetta della Guardia costiera al largo delle coste di Campobello di Mazara, nel Trapanese. A bordo sono rimasti in 53. La ong ha subito ribadito che la richiesta di farli sbarcare tutti. Arrivare a Marina di Carrara avrebbe comportato altri quattro giorni di viaggio, per «persone stremate e che hanno bisogno di assistenza medica a terra».

Alla fine, nella serata di oggi 17 marzo, di fronte al mancato via libera da Roma, la ong ha annunciato che punterà al porto di Trapani per fare scendere tutti.