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La denuncia

Crisi idrica a Trapani, Miceli denuncia: «Ci impediscono di lavorare, temo un tentativo di sabotaggio»

Documenti "inintellegibili", tecnici non convocati e minaccia di ricorso alla Procura

22 Febbraio 2026, 08:32

Crisi idrica a Trapani, Miceli denuncia: «Ci impediscono di lavorare, temo un tentativo di sabotaggio»

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«Vogliamo svolgere il nostro compito con impegno e serietà, ma non ci consentono di farlo». Denuncia dura e senza giri di parole quella di Maurizio Miceli, presidente della Commissione speciale d'indagine sulla crisi idrica in città, formulata durante una seduta del consiglio comunale.

Un vero e proprio atto d'accusa quando Miceli dichiara, presumibilmente a nome dell'intera Commissione, di temere che l’organismo stia subendo ostacoli tali da configurare non solo una grave negligenza amministrativa, ma addirittura un possibile tentativo di sabotaggio. Si riaccendono così i riflettori su una vicenda che da mesi agita la città dopo la gravissima emergenza estiva ed i disservizi in tutti i quartieri. La Commissione era stata istituita nel settembre 2025 e si è insediata a novembre, dopo settimane di pressioni da parte del comitato civico e in piena emergenza idrica, quando la città aveva vissuto una delle estati più difficili degli ultimi anni. Il ritardo nella costituzione dell’organismo era stato già allora oggetto di critiche e oggi quelle perplessità sembrano trovare nuovi elementi di conferma.

Miceli ha ricostruito in Aula le difficoltà incontrate sin dall'insediamento. «Abbiamo chiesto immediatamente all’ufficio tecnico una relazione sullo stato delle cose. Ci è stata consegnata dopo sessanta giorni ed era un insieme disordinato di allegati, privo di una traccia che consentisse di comprenderne il contenuto». Una documentazione definita “inintellegibile”, che avrebbe impedito alla Commissione di avviare un’analisi chiara delle criticità del sistema idrico. Non solo. Per effettuare i sopralluoghi nelle strutture, indispensabili per verificare impianti, condotte e serbatoi, la Commissione ha inviato una pec il 3 febbraio chiedendo la disponibilità dei tecnici comunali. «E ad oggi non abbiamo ancora ricevuto risposta». Da qui il dubbio, espresso senza esitazioni dal consigliere comunale: «O siamo davanti a una mortificante negligenza, oppure devo pensare a un tentativo di non farci lavorare».

La Commissione ha deliberato all’unanimità una proroga di 90 giorni dei lavori, ritenendo impossibile concludere l’attività nei tempi previsti a causa dei ritardi accumulati. Miceli ha ringraziato i colleghi di maggioranza e opposizione per la compattezza dimostrata, sottolineando come l’organismo sia nato da un’esigenza diffusa nella città: capire cosa sia accaduto, quali responsabilità abbiano determinato la crisi idrica e perché Trapani si sia ritrovata in condizioni così critiche. Il presidente ha inoltre annunciato di trasmettere una nota al segretario generale affinché intervenga rispetto alla condotta degli uffici. «Non ho intenzione di perdere tempo, se queste richieste continueranno a rimanere inevase, sarò costretto a rivolgermi nuovamente alla Procura».