il racconto
Humanity 1 avvista due corpi in decomposizione nel SAR libico, oltre 30 migranti salvati diretti a Napoli
Il ciclone Harry ha provocato fino a 1.000 dispersi e rende urgente potenziare sorveglianza e risorse per i soccorsi
La nave Humanity 1 dell'ONG SOS Humanity ha avvistato due cadaveri in avanzato stato di decomposizione nelle acque internazionali della zona SAR libica, probabilmente migranti deceduti durante la traversata. L'equipaggio non ha potuto recuperarli, ma l'evento si inserisce nel dramma del ciclone Harry, che tra fine gennaio e inizio febbraio 2026 ha flagellato il Mediterraneo centrale causando decine di naufragi con stime fino a 1000 vittime.
Soccorsi della Humanity 1
Ieri la nave ha salvato oltre 30 persone in due operazioni nel Mediterraneo centrale, tra cui cittadini di Iraq, Pakistan, Somalia e Sud Sudan, diretti ora verso Napoli per lo sbarco assegnato dalle autorità italiane. I sopravvissuti hanno raccontato condizioni estreme, aggravate dalle condizioni meteo del ciclone che ha capovolto gommoni con onde alte diversi metri e raffiche oltre 80 km/h.
Il bilancio del ciclone Harry
Il ciclone Harry ha colpito duramente le rotte migratorie da Tunisia e Libia: ONG come Mediterranea Saving Humans parlano di 1000 dispersi, con 380 tra Tunisia e Italia, 51 corpi a Tobruk e 500 da Sfax non rientrati. Malta ha recuperato 12 cadaveri, mentre l'Ocean Viking ne ha salvato uno sbarcato a Siracusa il 30 gennaio; i due avvistati da Humanity 1 potrebbero collegarsi a queste tragedie, in un'area con numerose segnalazioni di dispersi da metà gennaio.
Crisi umanitaria e appelli
SOS Humanity denuncia una "zona grigia" di invisibili morti in mare, dovuta a partenze non registrate e ritardi nei soccorsi, con porti lontani che riducono le missioni delle navi umanitarie. La piattaforma Refugees in Libya conferma oltre mille dispersi o morti nel Mediterraneo centrale, sottolineando l'urgenza di maggiore sorveglianza e risorse per prevenire ulteriori tragedie su una rotta tra le più letali al mondo.