la prospettiva
Trapani si arma contro le piogge: 41,5 milioni per reti, bacini e sicurezza dei versanti. Ma servono i sold
Documento trasmesso alla Prefettura, alla Protezione civile e all'autorità di bacino
Trapani prova a mettere ordine a decenni di scelte urbanistiche che hanno trasformato la città in uno dei territori più fragili della Sicilia sul fronte idraulico e idrogeologico. Dopo tre anni di studi, rilievi e modellazioni, il Comune ha approvato il progetto di mitigazione del rischio idraulico e di adeguamento del sistema fognario, un documento che punta a rivoluzionare la gestione delle acque meteoriche in un contesto urbano che oggi non è più in grado di reggere eventi piovosi intensi e sempre più frequenti. Il piano, redatto dalla società Technital Spa, nasce dall’analisi delle alluvioni che negli ultimi anni hanno messo in ginocchio la città, trasformando strade in torrenti e quartieri in bacini di accumulo. Ed è ormai noto che i problemi di allagamento non sono riconducibili alla rete fognaria, ma alla gestione delle acque piovane e ai problemi fluviali. Un po' come succede in altre città siciliane, che risultano quasi completamente impermeabilizzate: l’acqua non riesce a infiltrarsi nel terreno, non trova vie di deflusso e finisce per riversarsi nelle zone più basse, dove i tombini diventano valvole di sfogo.
A Trapani, ad esempio, la stazione di sollevamento di via Marsala va rapidamente in saturazione rilasciando melma e fango. Un sistema fragile, eredità di scelte urbanistiche che non hanno mai considerato la gestione delle acque piovane come una priorità. La giunta comunale ha approvato il Docfap (Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali), che rappresenta la base tecnica e programmatica per gli interventi dei prossimi dieci anni. Il piano prevede opere sulle reti e sui sollevamenti per oltre 11,7 milioni di euro, interventi su bacini e canali per 20 milioni, sistemazioni stradali per oltre 600 mila euro, ripiantumazioni e messa in sicurezza dei versanti per 5,4 milioni, oltre a quasi 4 milioni di oneri per la sicurezza. Il totale supera i 41,5 milioni di euro: una cifra che dà la misura della complessità del problema e della necessità di un intervento strutturale. Ma questi soldi bisogna trovarli.
Trapani è classificata tra le città siciliane con il rischio idraulico più elevato e la politica locale deve attivarsi per intercettare le risorse che lo Stato dovrebbe destinare al programma straordinario per la tutela idrogeologica dell'isola, messa a dura prova dagli eventi meteorologici estremi dei giorni scorsi. Senza quei fondi, il piano rischia di rimanere sulla carta. La vulnerabilità del territorio non riguarda solo il centro urbano. L’intera provincia presenta criticità diffuse: il litorale sud, tra Marausa e Salinagrande, è soggetto a erosione costante; le frazioni collinari come Fulgatore e Ummari soffrono per smottamenti e cedimenti del terreno; le aree agricole dell’entroterra registrano sempre più spesso fenomeni di ruscellamento violento che danneggiano strade e infrastrutture rurali. Anche il sistema dei canali di bonifica, fondamentale per il deflusso delle acque, necessita di interventi strutturali dopo anni di manutenzione insufficiente.
Per accelerare l’iter, il documento è stato già trasmesso alla Prefettura, alla Protezione Civile regionale, all'Autorità di Bacino, al Commissario per l'emergenza idrogeologica, al Dipartimento regionale acque e rifiuti e al Commissario giudiziario del depuratore. Il progetto sarà presentato ufficialmente venerdì 30 gennaio nella Sala Sodano del palazzo municipale, alla presenza del progettista, Simone Venturini, del dirigente comunale del Servizio Idrico Integrato, Orazio Amenta, e del responsabile della Protezione Civile, Ignazio Bacile. Intanto, per il 7 febbraio è stato convocato un consiglio comunale straordinario dedicato proprio alla difesa idraulica e al sistema fognario cittadino, che nei giorni scorsi in occasione del maltempo ha vissuto altre giornate critiche in diverse zone della città.