×

la tragedia

Accoltellato in strada e morto al Policlinico: cosa sappiamo e cosa resta da chiarire

Un’aggressione in pieno pomeriggio nel quartiere Carrassi a Bari. Le indagini dei carabinieri, le ombre sui motivi e i precedenti della vittima

Redazione La Sicilia

17 Gennaio 2026, 21:41

Accoltellato in strada e morto al Policlinico: cosa sappiamo e cosa resta da chiarire

In via Montegrappa quando le luci blu rimbalzano tra i balconi. L’asfalto, ancora umido, riflette i lampeggianti. A terra, un uomo di circa quarant’anni: compressioni, barella, corsa verso la rianimazione del Policlinico di Bari. È sabato, 17 gennaio 2026, tra le 18 e le 19: l’aggressione avviene in strada, nel cuore del quartiere Carrassi, in un’arteria a traffico di quartiere. Alcuni passanti chiamano il 118, i sanitari stabilizzano il ferito, poi la diagnosi più dura: “condizioni gravissime”. In serata arriva la notizia che nessuno voleva sentire: l’uomo non ce l’ha fatta. Le ferite da arma da taglio gli sono state fatali. A ricostruire la dinamica e a cercare il responsabile sono i Carabinieri.

La dinamica: un attacco a piedi, colpi rapidi, fuga tra i portoni

Secondo le prime ricostruzioni, la vittima sarebbe stata raggiunta da una persona a piedi che gli ha sferrato più colpi con un’arma da taglio. L’aggressione si registra via Montegrappa, una strada residenziale con attività commerciali di prossimità, dove verso l’ora di cena si incrociano famiglie, studenti, e lavoratori di rientro. Non risultano, al momento, testimoni oculari pronti a ricostruire con precisione la traiettoria dell’aggressore, ma le prime informazioni raccolte sul posto parlano di un attacco repentino e ravvicinato. Gli investigatori stanno passando al setaccio eventuali telecamere di zona e verificando chiamate, messaggi, contatti delle ultime ore.

L’uomo, Amleto Magellano, è stato inizialmente indicato in “condizioni gravissime” ed è stato trasportato in codice rosso. L’ospedale ha confermato la gravitù del quadro clinico, poi la morte sopraggiunta poco dopo il ricovero. La notizia del decesso è stata riportata in serata da più testate che citano fonti sanitarie.

Il quadro investigativo: piste aperte e massimo riserbo

Al lavoro ci sono i Carabinieri, che hanno recintato l’area per i rilievi. In questi casi, il protocollo prevede l’acquisizione delle registrazioni di videocamere private e pubbliche, l’ascolto di residenti e commercianti, l’analisi dei tabulati telefonici e dei movimenti della vittima nelle ore precedenti. Al momento non vengono fornite ipotesi ufficiali su movente e autori. Gli inquirenti stanno valutando se l’aggressione sia maturata al culmine di una lite o se si tratti di un agguato mirato. La vittima sarebbe “già nota alle forze dell’ordine”, un dettaglio che, pur non implicando un movente criminale, indirizza verifiche su contatti e trascorsi personali.

Un elemento emerso nelle prime ore – e che gli investigatori dovranno comunque confermare con fonti autonome – è che la stessa persona potrebbe essere sopravvissuta a un tentato omicidio circa 20 anni fa, legato a un presunto movente “passionale”. È un dato di contesto riportato da una testata locale e che contribuisce a delineare la biografia della vittima, ma che non offre, da solo, chiavi interpretative sulla violenza di oggi. Prudenza, dunque: le indagini sono nella fase iniziale.

Il luogo: Carrassi, una cerniera urbana dove si incrociano flussi e fragilità

Il quartiere Carrassi è una cerniera tra il centro di Bari e le zone più periferiche, tagliato da vie di scorrimento e punteggiato da scuole, piccole botteghe, uffici. Non è un “area calda” nel senso tradizionale, ma come molte parti di città vive i contrasti tipici dei tessuti urbani contemporanei: affitti che crescono, turn over commerciale, microcriminalità episodica, conflitti di prossimità. Episodi di aggressioni con armi bianche si registrano a Bari con una frequenza non sistemica ma non irrilevante, come testimoniato anche da fatti di cronaca recente in altre zone della città. La mappa degli eventi, negli ultimi anni, non disegna un quartiere unico “a rischio” quanto una vulnerabilità diffusa, con punte nelle aree attorno alla stazione e in alcuni nodi di passaggio serale.

Le ore al Policlinico e il decesso: tempi, comunicazioni, fonti

Dopo il trasporto al Policlinico di Bari, l’uomo è stato preso in carico in emergenza. La valutazione iniziale parlava di condizioni gravissime; il successivo peggioramento non ha consentito di salvarlo. Il decesso è stato comunicato in serata da diverse testate che riportano la medesima nota di fonte sanitaria. Questi passaggi – dalla chiamata al 118 al ricovero, fino al decesso – sono cruciali anche per i tempi dell’indagine: incrociano testimonianze, tracciati delle ambulanze, eventuali chiamate al 112, nonché dati di videosorveglianza pubblica e privata.

Cosa cercano gli inquirenti adesso

1. L’arma: se sia stata abbandonata nelle vicinanze o portata via. La tipologia (coltello da cucina, lama a serramanico, altro) può indicare la natura dell’azione: impulsiva o premeditata.

2. Il percorso dell’aggressore: dalle prime tracce, sembra che sia arrivato e ripartito a piedi; restano da verificare eventuali complici o un mezzo di fuga parcheggiato a distanza.

3. Le relazioni della vittima: contatti recenti, eventuali minacce, debiti, contrasti personali o di lavoro, conflitti domestici o di vicinato.

4. I testimoni: anche chi “non ha visto” potrebbe aver udito rumori, voci, un litigio, passi in fuga. Ogni dettaglio può fare la differenza.

La città e il “rumore di fondo” delle lame: capire i numeri per evitare semplificazioni

L’omicidio di Carrassi riapre una discussione periodica sulla percezione di insicurezza e sul ruolo delle armi bianche. I numeri, però, invitano a distinguere tra cronaca e tendenza: in Italia gli omicidi restano, nel quadro europeo, su livelli tra i più bassi. Secondo l’Istat, nel 2024 si sono registrati 327 omicidi, in leggero calo rispetto ai 334 del 2023, con un tasso di circa 0,57 per 100mila abitanti nel 2023 e una traiettoria di lungo periodo al ribasso. Anche il Servizio Analisi Criminale del Ministero dell’Interno rileva per il 2024 319 omicidi volontari contabilizzati nel proprio perimetro statistico e una riduzione del 6% sull’anno precedente. Sono dataset diversi, frutto di fonti e tempi di consolidamento differenti, ma convergono sull’idea di un fenomeno che non esplode, pur restando socialmente intollerabile.

Un altro segnale che interpella la prevenzione riguarda l’età: nel quadro nazionale, è cresciuta l’incidenza dei minorenni coinvolti – come autori e come vittime – negli omicidi del 2024, passata dal 4% all’11% secondo la Criminalpol. Non è questo il caso in esame, ma il dato suggerisce che le politiche urbane e sociali debbano includere strumenti educativi e di riduzione del danno legati al conflitto e all’uso delle armi bianche anche tra i più giovani.