Calatabiano
Incrocio della paura: il muro resta in piedi, la sicurezza no
Promesse disattese a Calatabiano: muro e assenza di segnaletica azzerano la visibilità all'incrocio sulla Statale Messina‑Catania
Ancora nessun intervento risolutivo per uno degli snodi più pericolosi della Sicilia orientale. Al chilometro 54+400 della Statale Messina-Catania, nel punto di innesto con la Provinciale 1/III (via Garibaldi) per Calatabiano, la sicurezza stradale resta un miraggio, nonostante le promesse dello scorso settembre.
All'epoca, il sindaco Antonio Petralia e i tecnici Anas avevano concordato la demolizione del muro esistente e la ricostruzione di un manufatto trasversale in diagonale. Ciò al fine di ampliare l'area di intersezione e garantire visibilità a chi si immette sulla Statale verso Messina. Un’opera fondamentale, considerando che la configurazione "a gomito" costringe i mezzi pesanti a invadere la corsia opposta.
Non se n'è fatto niente. Pertanto un comitato spontaneo di cittadini ha lanciato un grido d'allarme, definendo la situazione gravissima. Secondo la denuncia, i lavori al vicino Ponte Alcantara hanno lasciato in eredità una barriera di sicurezza che termina con un muro in cemento armato: un ostacolo visivo insormontabile che azzera la visuale per chi scende dal centro abitato.
A peggiorare il quadro, l'assenza totale di segnaletica orizzontale sulla Provinciale, che priva i conducenti di ogni riferimento di arresto. Il sindaco Petralia non nasconde l'amarezza: «Anas ha fatto un passo indietro». Nonostante due ordini di servizio impartitile, l'impresa Cosedil avrebbe sollevato eccezioni tecniche che hanno convinto l'Anas a desistere dal progetto originario. Questa si è limitata ad arretrare la segnaletica verticale e a rimuovere una recinzione, ritenendo - ottimisticamente - di aver ripristinato la sicurezza.
Lo stato di pericolo permane anche sul lato destro della Provinciale. Per rimuoverlo, addolcire la curva e rendere sicura la manovra dei mezzi diretti verso Catania, il sindaco aveva acquisito il nulla osta dalla Città Metropolitana nonché la cessione gratuita dei terreni da parte dei privati. Ora, mentre i cittadini diffidano gli enti per l'incolumità pubblica, il sindaco si accinge a formalizzare una nuova richiesta di intervento urgente.