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I dati Inail

In Sicilia aumentano gli infortuni sul lavoro: quasi 900 in più del 2024. E Catania ha il record negativo, anche per i morti

La provincia etnea ha un quarto dei 25mila infortuni totali e anche il record di episodi fatali. L'allarme del sindacato Uil

Leandro Perrotta

14 Gennaio 2026, 16:56

16:59

In Sicilia aumentano gli infortuni sul lavoro: quasi 900 in più E la maggioranza è a Catania

In Sicilia sono stati oltre 25mila gli infortuni sul lavoro da gennaio a novembre 2025, e il dato è in netto aumento sullo stesso periodo del 2024. A dirlo è Inail, che ha diffuso la rilevazione al 31 novembre 2025. Il dato, per la precisione, parla di 25.199 denunce di infortunio in tutta l'Isola, contro le 24.334 dal gennaio al novembre 2024. Ovvero: sono state 865 in più.

Scendendo nel dettaglio a livello provinciale, il numero più alto di denunce si è registrato nella provincia di Catania, con 7.250. Seguono Palermo, con 5.950, Messina con 2.913, Ragusa con 2.051, Trapani con 1.883, Siracusa con 1.754, Agrigento con 1.663, Caltanissetta con 1.000 ed Enna con 735.

In questo quadro, balza subito all'occhio il numero degli infortuni nel territorio etneo, che non solo sono circa un quarto del totale, ma anche oltre mille in più di Palermo, provincia con 200mila abitanti in più (un milione 276mila contro un milione e 78mila di Catania). Ma soprattutto, la Città metropolitana etnea in quell'aumento di 865 unità "pesa" per oltre la metà. Da sottolineare, inoltre, che l'aumento si deve soprattutto agli incidenti "sul luogo di lavoro", che sono stati 19.340 contro i 18.661 del 2024. Quelli "in itinere" sono invece rimasti pressoché costanti, passando dai 4.142 del 2024 ai 4.174 del 2025

Il dato non è sfuggito al sindacato Uil etneo: «Catania è tragicamente prima per infortuni e morti sul lavoro in Sicilia. I dati sono sempre più inquietanti. Così come lo è, in attesa di risposte pienamente efficaci dalle istituzioni politiche, l’incapacità a invertire la tendenza all’aumento di incidenti. Sono stati 7250 quelli denunciati all’Inail tra gennaio e novembre dello scorso anno, quasi 500 in più rispetto allo stesso periodo del 2024. E 21 le vittime, mentre erano state 16 fra gennaio-novembre 2024». A commentare i dati estrapolati dal Rapporto mensile Inail è Enza Meli, segretaria generale della Uil di Catania.

Anche nel "conto" delle vittime Catania incide più di tutte le province sull'aumento regionale (sono passate in tutta la Sicilia da 76 dei primi 11 mesi del 2024 alle 87 del 2025, dieci in più). Nel triste resoconto, segue ancora una volta Palermo per numero di morti, con 20 (erano stati 19 un anno prima), poi Messina con 12 (in aumento di 3 unità) e soprattutto Siracusa con 10, ma con 4 vittime in più rispetto al 2024. Otto le vittime ad Agrigento (dato identico al 2024), 6 a Ragusa (in aumento di due) e a Caltanissetta (una in più). In positivo emerge invece il dato di Trapani, che passa dalle 9 vittime del 2024 alle 2 del 2025. Enna invece passa da nessun morto nel 2024 a 2 nel 2025.

Sui drammatici dati etnei, la segretario di Uil Catania prosegue: «Non consentiamo che la strage in corso nei cantieri, nei campi e nelle fabbriche della nostra provincia e del nostro Paese possa passare sotto silenzio. Troppo comodo per qualcuno che tutto questo torni a essere sottovalutato e sottaciuto, mentre c’è chi spaccia per notizia degna di applausi la crescita di occupazione precaria e insicura». L

’esponente del "Sindacato delle Persone" afferma ancora: «Chiediamo più formazione, più controlli, più prevenzione. Nel 2025, sulla spinta della nostra campagna #Zeromortisullavoro, alcune proposte della Uil di PierPaolo Bombardieri sono state accolte dal Governo. Attendiamo il promesso incremento di organici negli Ispettorati del Lavoro, che in Sicilia dipendono dalla Regione, e abbiamo salutato con favore il rafforzamento del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, la copertura assicurativa Inail per studenti e studentesse impegnati nei percorsi scuola-lavoro col divieto di utilizzarli in lavori a rischio. E ancora l’introduzione del badge di cantiere, che dovrebbe garantire tracciabilità e contrastare il lavoro irregolare, così come i progetti di formazione scolastica sulla sicurezza promossi dall’Inail, che però dovrebbero essere inseriti stabilmente nei programmi curriculari. Ma non basta. Rivendichiamo dalla politica lo stop ai subappalti a cascata e alle gare al massimo ribasso, l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, il patrocinio gratuito alle famiglie delle vittime».