L'atto intimidatorio
Proiettile in busta e minacce di morte al sindaco di Carlentini, e Stefio rilancia: «Non mi dimetto, rispondo ai cittadini»
All'interno di una busta c'erano un bossolo e minacce di morte; indagini in corso e solidarietà trasversale della politica
Grave episodio intimidatorio ai danni del sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio, raggiunto ieri mattina da una busta anonima contenente un bossolo di pistola e minacce di morte con la richiesta esplicita di dimettersi dall’incarico.
Il primo cittadino ha immediatamente informato le autorità competenti: Prefettura, Procura della Repubblica e Carabinieri sono stati messi al corrente dell’accaduto. Sono in corso gli accertamenti per risalire ai responsabili e chiarire la matrice del gesto.

Nonostante la gravità dell’episodio, Stefio ha ribadito di non voler arretrare: "Non potrei mai accettare una richiesta di dimissioni avanzata con metodi mafiosi. Io rispondo solo ai miei concittadini", ha dichiarato. Per il sindaco, atti di questo tipo finirebbero anzi per confermare la linea dell’amministrazione: "Chi tenta di intimidire lo fa perché trova un’amministrazione che opera nella legalità e nella trasparenza e non offre terreno fertile a interessi opachi".
Stefio ha anche precisato di non avere, al momento, elementi certi per collegare l’intimidazione a specifiche vicende amministrative: "Non so se si tratti del gesto isolato di un balordo o di qualcuno che cercava altre opportunità e non le ha trovate. Finora non ho mai ricevuto segnali, né dentro né fuori dall’ente, che facessero pensare a situazioni di questo tipo". Il sindaco ha infine ringraziato la comunità di Carlentini per la vicinanza e la solidarietà manifestate in queste ore.
Le reazioni: solidarietà trasversale dalla politica Ferma condanna e vicinanza al sindaco sono arrivate da più parti, in un coro trasversale che attraversa schieramenti e livelli istituzionali.
Fratelli d’Italia: "Le minacce recapitate al sindaco di Carlentini rappresentano un fatto gravissimo, che merita una condanna ferma e unanime. Quando si tenta di intimidire un amministratore locale con simboli di morte, si colpisce il cuore stesso dello Stato e della legalità", si legge nella nota firmata dal Commissario provinciale Coletta Salvatore, che esprime "totale vicinanza" al primo cittadino e alla sua famiglia.
Forza Italia: il deputato regionale Riccardo Gennuso, insieme al coordinatore provinciale Corrado Bonfanti e al gruppo consiliare di Carlentini, parla di "atto vile e inaccettabile" che colpisce non solo il sindaco ma "l’intera comunità e le istituzioni democratiche", ribadendo "massima fiducia nell’operato delle forze dell’ordine" e sottolineando che la difesa di legalità e democrazia "supera qualsiasi steccato politico e ideologico".
Movimento 5 Stelle: il parlamentare Filippo Scerra e il deputato regionale Carlo Gilistro condannano "con fermezza il grave e ignobile atto intimidatorio" e dichiarano piena solidarietà, evidenziando che "le intimidazioni non fermeranno il lavoro delle istituzioni né il percorso di trasparenza e responsabilità intrapreso".
Partito Democratico (Siracusa): il gruppo consiliare del PD esprime "piena e convinta solidarietà" al sindaco e alla sua famiglia, definendo le minacce "atti vili" che colpiscono l’intera comunità democratica. La nota, firmata da Massimo Milazzo, Sara Zappulla e Angelo Greco, richiama l’unità delle istituzioni contro ogni tentativo di condizionamento.
PD Lentini (comunicato datato 10 gennaio 2026): il circolo cittadino parla di "gravissimo atto intimidatorio" e colloca l’episodio in un "contesto allarmante" per il comprensorio e la provincia di Siracusa, richiamando la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno e sostenere amministratori e cittadini che operano nel rispetto delle regole.
Sinistra Italiana–AVS: il segretario provinciale Sebastiano Zappulla definisce quanto denunciato dal sindaco "di una gravità inaudita", esprimendo "totale solidarietà" e un appello alle autorità affinchè garantiscano "pieno e immediato sostegno".
L’indagine è in corso. Intanto, dalla città e dalla politica arriva un messaggio netto: nessuna intimidazione può piegare le istituzioni democratiche.