×

Il ricordo

Piersanti Mattarella, il prefetto Mariani: "Sarà fatta luce sul suo omicidio"

Commemorazione di Piersanti Mattarella: il prefetto Mariani esprime fiducia nella Procura di Palermo, mentre politici ricordano il suo impegno contro mafia e corruzione e chiedono verità sull'assassinio

Redazione Palermo

06 Gennaio 2026, 11:28

prefetto

Nel giorno della commemorazione del presidente Piersanti Mattarella, assassinato il 6 gennaio 1980, a Palermo, il prefetto Massimo Mariani ha espresso fiducia nell'operato della magistratura e nella Procura del capoluogo siciliano.

«L'anno appena trascorso ha segnato un ulteriore passo avanti per quanto riguarda la ricerca di una verità processuale su una vicenda tragica che ha segnato profondamente la storia della Sicilia, ma in generale la storia del nostro Paese. Credo che dobbiamo avere grande fiducia nell'azione incessante della procura di Palermo. Speriamo che questa attività così importante possa portare a dei risultati che facciano luce su un pezzo di storia importante del nostro Paese. Ecco, io ho fiducia nel lavoro della magistratura», ha dichiarato a margine della cerimonia.

Alla commemorazione è intervenuto anche il senatore di Fratelli d'Italia e componente della Commissione Antimafia, Raoul Russo, che ha ricordato la figura dello statista: «Piersanti Mattarella è stato un amministratore rigoroso e coraggioso, un uomo delle istituzioni che ha servito la Sicilia e lo Stato nel segno della legalità, della trasparenza e del rinnovamento della vita pubblica».

«Da presidente della Regione Siciliana - ha aggiunto Russo - seppe imprimere una svolta netta all'azione amministrativa, opponendosi con fermezza ai sistemi di potere opachi e alle collusioni che mortificavano la Repubblica. La mafia lo considerò un nemico perché colpì interessi concreti, legati alle infiltrazioni economiche e al controllo degli appalti pubblici. Il suo esempio, quello di una politica fondata sul rispetto delle regole e sul coraggio delle scelte, anche quando queste comportano isolamento e rischi personali, resta ancora vivo in tutti noi. La sua lezione continua a vivere nelle istituzioni e rappresenta un riferimento per chi crede in una Sicilia e in un'Italia più giuste».

Punto nero della nostra democrazia. Fare chiarezza su quegli anni e sul contesto che portò all'assassinio di un presidente della Regione che sperava in un cambiamento per la sua terra, che aveva un'idea di Sicilia diversa, "dalle carte in regola", libera dalla rassegnazione e dalle corruttele, è il senso che anima giornate di memoria come quella di oggi. Il suo impegno deve essere uno stimolo per tutti noi a non cedere alla rassegnazione e all'indifferenza contro la mafia.

Lo ha detto il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, in occasione della commemorazione di Piersanti Mattarella, il presidente della Regione siciliana ucciso il 6 gennaio 1980.