l'analisi
Catania, quando il gioco non vale la candela: «L’Honda Sh il più venduto, ma anche il più rubato e l'assicurazione costa troppo»
Una combinazione di fattori molto concreti rende gli scooter estremamente appetibili per i ladri. La parola al broker assicurativo
Quando la popolarità diventa un punto debole. È il caso degli scooter Honda modello Sh che oltre ad andare di moda, vanno senz’altro a ruba. Per una combinazione di fattori molto concreti, che li rendono estremamente appetibili per i ladri.
Uno, l’ampia diffusione: è uno degli scooter più venduti in Italia. Più mezzi circolano, più è facile rubarne uno senza attirare attenzione e più semplice è piazzarlo sul mercato illegale.
Due, l’alto valore dei ricambi: anche quando lo scooter non viene rivenduto intero, i pezzi di ricambio - carene, fari, centraline, ruote - hanno un forte valore economico e sono richiesti nel mercato nero.
Tre, la facilità di rivendita: un Sh rubato può essere smontato in poche ore oppure reimmatricolato con documenti falsi. In alcuni casi viene trasferito rapidamente fuori regione o all’estero.
Uso urbano quotidiano: essendo uno scooter da città, viene spesso parcheggiato in strada, davanti a scuole, uffici o abitazioni, quindi più esposto rispetto a mezzi custoditi in garage.
Cinque, i sistemi di sicurezza di serie limitati: l’antifurto standard non sempre è sufficiente contro bande organizzate, che utilizzano strumenti in grado di forzare bloccasterzo e accensione in pochi minuti.
Infine, il basso rischio percepito per i ladri: il furto di scooter è spesso rapido e silenzioso e, rispetto ad altri reati, comporta pene contenute, rendendo il “rapporto rischio/guadagno” favorevole.
La Sicilia ha fatto il punto con Nico Siragusa, broker assicurativo catanese con cui è stato possibile fare un’analisi che è anche un po’ sociologica, partendo dai numeri. «Gli scooter più gettonati dai ladri sono gli Sh - spiega - e non ha senso spendere quasi settemila euro quando le case giapponesi o cinesi con modelli Sym o Kymco mettono su strada dei prodotti altrettanto affidabili e performanti, ma che costano almeno la metà. Facendo una media su un cliente tipo di 40 anni, assicurare un Sh con incendio e furto costa anche duemila euro l’anno, mentre per lo stesso mezzo Sym o Kymco perlomeno il 60% in meno a parità di garanzie e di età. Quando un cliente mi manifesta l’intenzione di comprare un Sh io lo invito a riflettere: l’assicurazione è costosa, ma soprattutto lasciarlo in giro è diventato un terno al lotto. Piuttosto consiglio al cliente di optare per uno scooter meno blasonato che costa la metà, ma con caratteristiche ottimali. Le faccio un esempio: ho acquistato un Sh per la mia compagna, per due anni ho pagato tra gli 800 e i 900 euro di assicurazione, un mezzo che hanno tentato di rubare due volte. L’ho venduto, ho comprato un Sym e adesso ne pago quasi 300 tutto l’anno. Non c’è paragone ed è un mezzo che si lascia ovunque, economico e funzionale».
Secondo i dati aggiornati a giugno, anche nel 2025 il modello preferito dai ladri è l’Honda Sh, che fa segnare ben 8.050 furti, pari a circa uno su quattro del totale. Seguono il Piaggio Liberty, 2.757 furti, l’Aprilia Scarabeo, 1.913, il Kymco Agility, 1.729, la Vespa Piaggio, 1.559 e lo Yamaha TMax, 1.415, quest’ultimo con un tasso di recupero particolarmente basso, solo il 32%. Numeri che riflettono la popolarità e la diffusione di questi modelli sul mercato legale, che li rende anche appetibili per il mercato illegale. Su base regionale la Sicilia è al terzo posto con 4.820 furti dopo Lazio e Campania che guidano la classifica.
A Catania e in provincia un buon 28% è gente non assicurata, la stessa che non fa denuncia di furto. E che - senza essere in regola con la copertura assicurativa - magari causa anche incidenti. Partendo da questi numeri, Siragusa fa un’altra riflessione. «Il paradosso è che nell’era dei social quando siamo vittime di un incidente nessuno pensa a fare video o foto. Ci perdiamo. Siamo sempre con il telefonino in mano, ma appena siamo coinvolti in un incidente - non di grave entità ovviamente - è come se ci frizzassimo. Non siamo lucidi e non pensiamo a registrare quello che potrebbe servire comunicare successivamente alla compagnia assicurativa per aprire il sinistro: dinamica o numero di targa della controparte. Ma se l’incidente accade a qualcun altro la curiosità ti porta a fermarti, a guardare o a fare il video da condividere...»