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Lo Zen sempre più Gomorra, sui social il video di tre giovani che sparano in strada nel quartiere

Video di tre giovani con fucile e pistole e l'escalation di spari nello Zen: ferita una donna, la chiesa lancia l'allarme

Luigi Ansaloni

02 Gennaio 2026, 21:06

«Bravata? Non ho paura e non mi rassegno»: dopo le fucilate parla il parroco dello Zen

Un video diffuso sui social mostra tre giovani nel quartiere Zen di Palermo che imbracciano un fucile e due pistole, esplodendo colpi in aria mentre in sottofondo scorre un brano musicale.

I tre ridono e scherzano mentre maneggiano le armi. Secondo fonti investigative si tratterebbe di armamenti veri.

Negli ultimi giorni, nella zona periferica del capoluogo, sono stati esplosi colpi contro la chiesa e alcune abitazioni.

Ancora stamattina sono stati sparati proiettili contro il portone della chiesa dello Zen, episodio già verificatosi qualche giorno fa.

Nella notte di Capodanno, un colpo esploso in strada ha mandato in frantumi una finestra e ha ferito al collo una donna che, nel salotto di casa, stava festeggiando l’inizio del nuovo anno.

Ieri il rione si è svegliato con i cassonetti dei rifiuti crivellati e la fiancata di un’automobile colpita allo stesso modo; poche ore più tardi, due ragazzini a bordo di uno scooter hanno fermato la corsa del bus 619 dell’Amat, minacciando con una pistola l’autista, poi svenuto per lo spavento.

Una sequenza di violenze che si ripete con crescente frequenza, al punto che il parroco della chiesa di San Filippo Neri, Giovanni Giannalia, parla di «situazione fuori controllo. Evidentemente, quello che fa la Chiesa nel quartiere Zen dà fastidio a qualcuno», dice.

Sul degrado che affligge il quartiere progettato negli anni Sessanta da Vittorio Gregotti interviene anche l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice: «Di fronte a questa nuovo, indegno attacco che danneggia addirittura l'aula nella quale si celebra la liturgia, alziamo la voce con forza nei confronti di chi crede di intimidire e di far indietreggiare l’annuncio coraggioso del Vangelo e l’impegno di riscatto sociale e culturale del quartiere. Ostentare queste forme di violenza e di aggressione è segno di debolezza, oltre che di grettezza e di sottosviluppo umano».