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Aci Castello, la Regione finanzia il cantiere storico dei Rodolico

Stanziati circa 200mila euro per il recupero dei mastri d'ascia: Reimar, il riconoscimento di Salvatore Martino Rodolico come "tesoro umano vivente"

Redazione La Sicilia

03 Gennaio 2026, 07:00

Aci Castello, la Regione finanzia il cantiere storico dei Rodolico

La Regione ha pubblicato il decreto del direttore generale dell’assessore all’Agricoltura relativo alla concessione del contributo pubblico regionale, pari a 200mila euro circa, finalizzato alla realizzazione di interventi per il recupero, la fruizione e la valorizzazione dei borghi marinari in favore dell’associazione “Mastri d’ascia di Trezza”. Nel 2014 le barche in legno trezzote sono state inserite nel Registro delle eredità immateriali della Regione (Reimar) e nel 2018 il mastro d’ascia Salvatore Martino Rodolico è stato riconosciuto come “tesoro umano vivente”.

Contestualmente, sono state avviate iniziative volte a sostenere l’attività del cantiere, con il coinvolgimento di figure di rilievo della frazione, tra cui Antonio Guarnera, consigliere comunale, Francesca Bonaccorso, Dino Finocchiaro, Giovanni Grasso, Luisa Marino, Grazia Nicotra, Milena Pafumi e vari cittadini da sempre impegnati sul territorio, oltre alla partecipazione del sindaco Carmelo Scandurra, che ha segnato un cambio di passo nel rapporto tra l’ente comunale e questa realtà, aprendo la strada a riconoscimenti nazionali e internazionali. L’ingresso di Aci Trezza nel circuito Reimar ha ulteriormente rafforzato l’interesse da parte della Regione, fino a quest’ultima grande ricompensa.

In merito a questa situazione, il presidente del Csa, Antonio Castorina, e la vice, Elena Bonaccorso, hanno dichiarato: «Con questo riconoscimento si mette la parola fine a una vicenda assurda, iniziata con un’ingiustizia che rischiava di cancellare la storia dei Rodolico, ma che ci ha fatto capire chi ama Aci Trezza e chi la odia. La fatica di questi 10 anni dimostra che l’unione fa la forza e che l’area storica del porto di Aci Trezza, oggi spazio simbolico della Regione siciliana, non è terra di conquista per chi vuole snaturarla, ma un luogo prezioso che va tutelato e salvaguardato. È un risultato di comunità, per la comunità. Ed è solo l’inizio».

Isidora Bombaci