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la storia

Il mulino che torna a girare: tra vento, sale e identità a Trapani

Restaurato con Pnrr e riattivato grazie alla collaborazione tra Wwf e privati

05 Ottobre 2026, 08:40

08:50

Il mulino che torna a girare: tra vento, sale e identità a Trapani

Un antico mulino, restaurato, tornato in funzione, capolinea del percorso che introduce nella riserva naturale delle saline di Trapani e Paceco, inserito nell'iniziativa culturale "Le Vie dei Tesori" giunta al traguardo dei 20 anni. Un appuntamento non solo con la storia del territorio: il mulino, all'interno della "salina Galia", è testimonianza di un'attività, secolare, la coltivazione e la raccolta del sale, che ancora oggi continua. L'area protetta non ha musealizzato i luoghi, anzi li ha tutelati in sinergia con la prosecuzione della produzione.

Nell'edizione 2026 de "La via dei tesori" la fondazione ha stipulato un accordo di collaborazione con il Wwf Italia, ente gestore della riserva, e i proprietari della Salina Galia Canino. Il mulino è stato restaurato con i fondi del Pnrr, in compartecipazione con i proprietari, ed è situato nel cuore della riserva, rappresenta oggi, rinato, storia e identità, dentro uno scenario dove si toccano con mano la relazione secolare tra uomo e ambiente, il patrimonio storico e architettonico e la produzione del sale, con i mulini, le vasche, gli edifici di salina, in una frase, "l'identità di questo territorio". Il mulino tornato in attività è la prova di come l’ente gestore della riserva sia capace di fare rete sinergica con i privati: recupero e conservazione sono nella sua agenda. I mulini erano delle vere e proprie macchine ecologiche, movimentavano l'acqua o lavoravano il sale, alimentate esclusivamente dalla forza del vento. Fondamentale era il ruolo del mulinaro che governava il mulino, orientandolo in funzione della direzione e dell’intensità del vento, in un equilibrio tra attività umana e ambiente, che ancora oggi caratterizza le saline trapanesi.

«La tutela del patrimonio della Riserva - sottolinea Silvana Piacentino, direttrice della riserva - significa anche custodire la storia e l’identità del paesaggio. I mulini sono parte integrante delle saline e raccontano un rapporto secolare tra uomo e natura. Vedere oggi questo mulino restaurato è un risultato importante, il nostro auspicio è che possa aprire la strada al recupero di altri mulini ancora presenti nella riserva».

A guardarsi intorno è facile rendersi conto come sono bugie e menzogne le affermazioni di chi attacca la gestione della riserva sostenendo che ci sia uno stop imposto allo sviluppo. Le saline sono attive e la produzione non si è mai fermata, ciò che è stato costruito aderisce alla natura del territorio, è stato fermato solo chi invece al posto delle vasche voleva stendere il cemento e costruire senza vincoli.