×

gli interventi

Trapani, caos crisi idrica e inquinamento: il piano per superare l’emergenza

Svolta sui prelievi, aiuti per i condomini, blitz contro speculatori

23 Settembre 2026, 05:10

La solitudine dell'autobotte: quando l'aiuto arriva nel giorno sbagliato

Emergenza idrica e lotta all'inquinamento. Ma anche un severo intervento contro il "cartello", così lo ha definito il sindaco Tranchida, degli autobottisti. Da Palermo ieri sono arrivate in città due notizie buone. La prima quella che anche gli autobottisti privati potranno prelevare l'acqua al dissalatore di Nubia. C'è stato l'ok di Siciliacque. Unica condizione quella che devono essere usati mezzi provvisti di cisterne autorizzate al trasporto di acqua potabile. Tranchida riferendosi in particolare a quei condomini che rientrano in quella che oramai è identificata come "zona rossa", per il riscontrato inquinamento della distribuzione pubblica, ha detto che il costo del trasporto sarà a carico del Comune. La seconda notizia è quella di un intervento della protezione civile regionale per intervenire sulla rete fognaria nell'ampia area attorno al "campo Coni". E' in questa zona che si nascondono le cause dell'inquinamento idrico. E' notorio che a Trapani le due reti, per lavori risalenti a decenni addietro, "non rispettano tra loro la distanza di sicurezza". Per non parlare poi di lavori privati che senza scrupolo hanno messo prese idriche a contatto diretto con le fogne. Dall'assessorato comunale al Servizio idrico ieri hanno confermato che l'inquinamento si va debellando, 13 prese saranno presto riaperte.

Capitolo autobotti. Un mercato che esiste da decenni e sfrutta i bisogni della città. Restano irrisolti episodi gravi, come l'incendio di alcune autobotti due anni addietro, guarda caso proprietà di aziende che avevano accettato di lavorare per il Comune. Adesso l'intervento della Finanza a carico di amministratori condominiali: acqua prelevata dai pozzi autorizzati per usi irrigui non può finire nelle cisterne condominiali. I mercanti sono avvisati. La cittadinanza si è ribellata sostenendo che in questo modo si colpisce la comunità: i privati non possono rifornirsi presso gli impianti pubblici, perché sprovvisti di mezzi abilitati. Ed è qui che viene fuori la sorpresa. Una menzogna che si ripete. Presso il Suap di Palazzo D'Alì risulta infatti che addirittura un'impresa di autotrasporto ha 10 autobotti autorizzate al trasporto di acqua potabile, le altre imprese ne hanno una media di due: "a conti fatti - dice Tranchida - ci sono almeno 25 autobotti private idonee a portare acqua potabile, prelevata a San Giovannello e al Dissalatore. Il Comune, che ha raccolto solo la disponibilità di un'azienda, che ha aderito alla manifestazione d'interesse, con due autobotti, è pronto a fare la sua parte, ma non si dica che in città si può solo trasportare acqua per usi irrigui".