Cronaca
Violenza sessuale e aggressione, concluse le indagini preliminari sui fatti accaduti a Marina di Modica
L'avviso della Procura riguarda tre persone residenti nella città della Contea. Ecco che cosa sarebbe accaduto
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di tre residenti a Modica: un 30enne, un 33enne e una 26enne, assistiti dagli avvocati Giovanni Dipasquale e Loredana Calabrese. I fatti contestati risalirebbero al 31 maggio scorso e si sarebbero verificati a Marina di Modica, presso un lido. Il 30enne è indagato per violenza sessuale ai danni di una persona minorenne: secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe costretto la giovane a subire atti sessuali, palpeggiandole più volte il gluteo e tentando di baciarla, malgrado i suoi ripetuti tentativi di sottrarsi e la ferma opposizione.
Tutti e tre gli indagati devono inoltre rispondere, in concorso, di lesioni personali aggravate ai danni di un 21enne, che sarebbe stato colpito con un bicchiere contenente ghiaccio, pugni e ginocchiate, e inseguito con un rompighiaccio. In particolare, uno degli uomini si sarebbe scagliato sulla vittima saltandole sulle spalle e introducendole sabbia in bocca per ostacolarne la respirazione, mentre la donna l’avrebbe ripetutamente colpita alla testa e alla nuca. L’aggressione avrebbe provocato un trauma cervicale e contusioni multiple, giudicati guaribili in dieci giorni. Il reato è contestato con le aggravanti dell’uso di un’arma e della commissione da parte di più persone riunite.
Il 30enne modicano è infine accusato di minaccia grave per aver rivolto al 21enne le frasi: “vi sparo in bocca e vi ammazzo”. Con la notifica dell’avviso, gli indagati e i loro difensori, entro venti giorni, potranno presentare memorie, produrre documenti, svolgere investigazioni difensive, chiedere al pubblico ministero il compimento di ulteriori atti di indagine o rendere interrogatorio. Si tratta, allo stato, di contestazioni oggetto di verifica nelle sedi competenti, ferma restando la presunzione di innocenza.