la storia
Padiglione per le emergenze a Marsala ancora fermo: sei anni di promesse e ritardi
Lavori partiti nel 2026 e già sospesi per varianti progettuali e attese del Genio Civile
Forse ci siamo. Ma il condizionale è d’obbligo. Il nuovo padiglione destinato alle emergenze epidemiologiche dell’ospedale “Paolo Borsellino”, previsto dalla Regione Siciliana nel pieno della pandemia e annunciato come intervento urgente e strategico, non è ancora entrato in funzione. Doveva essere pronto nel 2020, quando il Covid travolgeva la Sicilia e servivano strutture immediate per accogliere i pazienti positivi. Siamo nel 2026: sei anni dopo, l’opera è ancora ferma. Dovrebbe ospitare 10 posti letto di terapia intensiva e 6 di terapia subintensiva, garantire capacità di risposta immediata, rafforzare i servizi. Oggi, nel 2026, non è ancora operativo: i lavori sono partiti tardi, sono andati avanti a rilento e sono stati nuovamente sospesi.
Il progetto iniziale, giudicato «largamente sovradimensionato» dall’attuale Rup Francesco Costa, è stato rimodulato più volte. La conferenza dei servizi ha dovuto correggere impostazioni e funzioni, mentre la politica, nel dicembre 2020, si presentava a Marsala per annunciare un’opera che non esisteva ancora: mancavano progettazione esecutiva, validazioni, autorizzazioni. Una passerella istituzionale che oggi appare per ciò che era: visibilità senza concretezza, decreti senza cantieri, promesse senza tempi certi. Il progetto esecutivo è stato approvato solo nel novembre 2025 dal Commissario straordinario Sabrina Pulvirenti. Solo allora è stata indetta la gara, con un importo a base d’asta di cinque milioni e mezzo di euro. L’appalto è stato aggiudicato al Consorzio Stabile Cadel di Napoli e i lavori sono partiti il 19 febbraio 2026.
La corsa si è fermata subito: una perizia di variante si è resa necessaria per risolvere criticità emerse in corso d’opera. L’assessorato regionale alla Salute ha assicurato che l’intervento proseguirà e che è nella fase conclusiva, ma la ripresa del cantiere dipende dal via libera del Genio Civile sui calcoli della struttura portante. L’edificio, già parzialmente realizzato nel primo stralcio, deve essere completato con la seconda elevazione destinata alle aree di terapia intensiva e subintensiva. Un’opera che doveva essere pronta “ieri”, e che invece resta sospesa tra carte, autorizzazioni e ritardi.