il caso
Fc Trapani 1905 pronto ad andarsene: verbali segreti, minacce di sfratto e scontro col Libero Consorzio
Tra le accuse c'è anche quella della violazione della privacy, Antonini è pronto per il trasferimento
Trattative interrotte. Violazioni di riservatezza. Minaccia di sfratto. Esposti deontologici. I granata che potrebbero andare altrove a giocare. Si complica, ma non si chiude, la "vertenza" tra la società Fc Trapani 1905 e l'ex Provincia, il Libero Consorzio, a proposito della gestione dello stadio provinciale di Erice.
I legali dell'ex Provincia con una nota del 1 giugno hanno fermato le trattative e hanno contestato alla società calcistica ed ai suoi legali, la violazione di obblighi di riservatezza. In un giudizio in corso dinanzi al Tribunale civile, riguardante un decreto ingiuntivo della ex Provincia, Antonini ha fatto depositare i verbali di due riunioni del tavolo tecnico, «violando - dice l'avv. Scaminaci del Lct - i patti di riservatezza». Entro tre giorni, è stato chiesto al patron di ritirare dal giudizio quei verbali, «in caso contrario la Fc Trapani 1905 entro 5 giorni deve restituire l'impianto». Non è accaduto nulla. I verbali non sono stati ritirati, le chiavi Antonini non le ha ridate indietro, nessuno dal Libero Consorzio ha avviato la "cacciata" dei granata dallo stadio.
«La nota - scrive Antonini in risposta al Lct - suscita incredulità ma leggo anche toni intimidatori, fragilità in diritto, una indebita pressione sulla società, la nostra è stata legittima azione in giudizio. C'è una trattativa in corso, sono stati fatti due verbali, in questi si fa riferimento all'impegno finanziario della Fc Trapani per lo stadio, questi documenti sono finiti ad un giudice che deve decidere intanto su un decreto ingiuntivo: per i legali del Libero Consorzio, "i presenti alle riunioni avevano sottoscritto un patto di riservatezza, trattandosi di una riunione finalizzata a definire un accordo per i contenziosi in corso, i verbali non possono costituire prove"».
Paventato pure il deferimento presso il Foro contro gli avvocati che per conto di Antonini hanno depositato i verbali: c'è anche Roberto Schifani, figlio del presidente della Regione. Antonini ribatte, «noi abbiamo sottoscritto un documento sulla tutela della privacy, non altro. Qui si sta perpetrando una estorsione».
«Quei verbali - ribattono dall'ufficio legale dell'ex Provincia - sono stati prodotti come se contenessero vere e proprie ammissioni o riconoscimenti di debiti, un uso strumentale di un contesto riservato».
E il patron chiosa: «Io ho già individuato uno stadio dove andare a giocare».
Il presidente del Libero Consorzio Salvatore Quinci non sta alla finestra: «Conosco Antonini, è un po' fumantino». Dopo la battuta, cerca il sereno: «Si tratta - dice - di procedure che riguardano la burocrazia, l'amministrazione ha dato un indirizzo che è quello di tutelare il patrimonio, la produttività sociale dell'impianto, la tutela dell'erario. Io ancora - dice - rispetto a quello che lei mi chiede, non ho ricevuto dagli uffici alcuna relazione finale, per me la trattativa è in corso e spero vada avanti, mi auguro che le parti possano accordarsi sull'intesa transattiva, se questo ci sarà - conclude - non sarò certo io ad oppormi».
«Pretestuose affermazioni». Così l'avvocato Roberto Schifani del collegio difensivo della società Fc Trapani 1905 replica agli avvocati del Libero Consorzio dei Comuni di Trapani. «Intervengo in nome del collegio difensivo della società e mio personale per ristabilire l'esatta verità giuridica, ampiamente distorta dalle pretestuose affermazioni del Libero Consorzio». I legali del Lct sostengono violazioni deontologiche avendo prodotto, la Fc Trapani 1905, in una causa civile dove si sta difendendo da un decreto ingiuntivo dell'ex Provincia, riguardante la gestione dello stadio provinciale, verbali della trattativa in corso e che ha come fine la definizione di un accordo transattivo. In quei verbali si fa riferimento a somme riconosciute a favore della società calcistica. Ma per i legali della Lct c'era un accordo di riservatezza e quei verbali sino a definizione della procedura transattiva non costituiscono prove. «È bene chiarire subito - dice l'avvocato Roberto Schifani - che le accuse di aver violato presunti patti di riservatezza o norme sulla privacy sono giuridicamente farneticanti. I verbali di un tavolo tecnico con una Pubblica Amministrazione non costituiscono corrispondenza confidenziale tra avvocati, ma la registrazione oggettiva di fatti storici e contabili. Invocarne un fantomatico segreto per sottrarli all'esame del Giudice denota solo una palese fragilità in diritto e il tentativo di nascondere la realtà documentale. Appare anzi sconvolgente che, dopo tre anni e dopo che l'imprenditore Valerio Antonini ha investito milioni di euro di tasca propria per ristrutturare radicalmente l'impianto, ci si ritrovi ancora a discutere su temi che non avrebbero alcun bisogno di chiarimenti nell'ambito di un confronto che sia serio e onesto».
I legali richiamano le norme sul GDPR, norme sulla protezione dei dati personali. «Il diritto alla tutela giurisdizionale, garantito dall’articolo 24 della Costituzione e richiamato dallo stesso Gdpr - prosegue Schifani - è un valore primario che consente la produzione di qualsiasi atto necessario a dimostrare l'infondatezza delle pretese economiche della controparte. Per questo motivo, condizionare la permanenza della squadra allo stadio a un ultimatum di cinque giorni, con il chiaro intento di costringere la difesa a ritirare una prova decisiva dal fascicolo del processo civile, costituisce una pressione indebita, intollerabile e priva di ogni decoro istituzionale. Il collegio difensivo della Fc Trapani 1905 per i legali del Lct. avvocato Giovanni Scaminaci, hanno violato obblighi deontologici: «Le minacce di ritorsioni disciplinari o di esposti al Foro non sposteranno di un millimetro il nostro rigore professionale. Un avvocato che cede alle intimidazioni rinnegando il proprio mandato viene meno ai doveri di indipendenza e fedeltà al cliente. Noi continueremo a difendere le ragioni della Fc. Trapani 1905 nelle sedi opportune e davanti a un Magistrato terzo. Diffido pertanto chiunque dal reiterare accuse diffamatorie lesive della mia reputazione professionale, che sono pronto a tutelare immediatamente nelle competenti sedi civili e penali».