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Udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Ragusa per il deputato regionale ibleo Ignazio Abbate
L'udienza è fissata al 3 luglio. Assieme a lui anche quattro indagati per gli indennizzi della tromba d'aria e sui buoni libro
Il deputato regionale della Dc ed ex sindaco di Modica, Ignazio Abbate, comparirà il 3 luglio davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ragusa, insieme ad altri quattro indagati, nell’ambito di due procedimenti della Procura iblea: il primo riguarda gli indennizzi per la tromba d’aria che il 17 novembre 2021 colpì Modica; il secondo attiene alla gestione dei fondi regionali destinati ai buoni libro.
Secondo l’accusa, sarebbero stati richiesti e ottenuti contributi pubblici per terreni ubicati nel territorio di Ragusa che, in base agli accertamenti della Guardia di Finanza, non avrebbero subito danni riconducibili all’evento meteorologico. Al centro dell’inchiesta figura una domanda di ristoro superiore a 154.000 euro presentata da un’azienda agricola.
Il secondo filone concerne l’utilizzo dei contributi regionali per la fornitura gratuita e semigratuita dei libri di testo relativi agli anni scolastici 2019-2020, 2020-2021 e 2021-2022. In questo procedimento risultano indagati Abbate e l’allora segretario generale del Comune di Modica, Giampiero Bella. La Procura ipotizza che una parte delle somme trasferite dalla Regione Siciliana al Comune, per un totale di circa 472.000 euro, non sia stata impiegata secondo le finalità previste; in particolare, oltre 148.000 euro non sarebbero stati destinati all’erogazione dei buoni libro e avrebbero dovuto essere restituiti all’amministrazione regionale. Parti offese risultano la Regione Siciliana, il Dipartimento regionale della Protezione Civile e il Comune di Modica.
Abbate ha respinto ogni addebito, sostenendo di non avere avuto responsabilità dirette negli atti amministrativi contestati e dichiarandosi fiducioso nell’operato della magistratura. “Mi sembra una cosa assurda, mai si è visto che un sindaco sia accusato di responsabilità su un atto amministrativo. Ci sono, pubblicate, le determine di accettazione, impegno e liquidazione, per verificarlo basta andare sul sito”, afferma il deputato, difendendosi dalle contestazioni sull’uso dei fondi vincolati destinati ai buoni libro. All’esponente modicano, che è stato primo cittadino per nove anni, viene contestata la gestione delle risorse regionali per un arco triennale, vincolate per legge al sostegno delle famiglie nell’acquisto dei testi scolastici. La Regione ha chiesto al Comune di Modica la restituzione delle somme non erogate, pari a quasi 150.000 euro. Una quota, riferita a più annualità, è oggetto di verifiche per accertarne il corretto impiego. Va ricordato che nel 2023 Abbate non era più sindaco, avendo rassegnato le dimissioni nell’aprile 2022.
Quanto al capitolo sugli indennizzi per la tromba d’aria, gli inquirenti — Guardia di Finanza e Polizia — hanno acquisito atti e documenti ipotizzando opacità nelle richieste di fondi pubblici a titolo di ristoro per i danni del maltempo. Le aree interessate ricadono nei comuni di Modica e Ragusa e la pratica, per una richiesta complessiva di circa 154.000 euro, fa riferimento a fatti del 2023, successivi al mandato di Abbate. Il Dipartimento regionale di Protezione Civile ha chiarito che l’istanza può essere presentata anche nel territorio in cui l’azienda ha sede legale, sebbene i terreni danneggiati ricadano in altro comune, come previsto da un decreto del 2023.
“Si tratta della fase conclusiva di un’attività istruttoria relativa a questioni di natura prettamente tecnica, svolta dal Dipartimento della Protezione Civile e non dal Comune di Modica. La pratica in questione non è stata presentata dal sottoscritto, ma da soggetti terzi, ed è stata ritenuta conforme alla legge dall’ente competente, senza errori di rilevanza penale. Sull’onestà del sottoscritto non vi può essere alcuna ombra, tanto più considerato che non vi è stato alcun intervento, a qualunque titolo, sulla pratica menzionata. Confidando pienamente nel lavoro degli organi competenti, affronto con serenità il futuro e continuo a svolgere il mio ruolo con responsabilità e correttezza istituzionale, come ho sempre fatto”, aveva dichiarato Abbate.
La vicenda, sollevata a suo tempo dal Pd, è ancora in fase iniziale e spetterà al magistrato decidere se archiviare o procedere. Nel marzo 2025 è intervenuto anche il legale di fiducia dell’azienda agricola interessata, l’avvocato Giuseppe Rizza, che ha precisato alcuni aspetti della normativa sugli indennizzi post calamitò liquidati dal Comune di Modica, sebbene alcune particelle ricadano nel territorio di Ragusa.
“La Direttiva del Direttore Generale della Protezione civile regionale per la Sicilia regola le modalità di accesso ai contributi erogati dalla Regione per l’indennizzo dei danni verificatisi alle aziende operanti nei territori interessati nel periodo ottobre/novembre 2021 indicando quale organo istruttore il Comune territorialmente competente. L’azienda agricola che rappresento opera nel territorio provinciale di Ragusa conducendo in affitto circa 12 ettari di terre dislocate in Comuni diversi tutti ricadenti tra quelli interessati dagli eventi calamitosi e beneficiari degli indennizzi. Circa un ettaro (dei 12 utilizzati per le attività produttive aziendali) ricade nel territorio del Comune di Ragusa. La Direttiva in esame attribuisce il diritto agli indennizzi con attenzione prevalente alle attività produttive e non già alla proprietà dei terreni e degli immobili aziendali, comprendendo al punto 4.1 i titolari di diritti personali di godimento come gli affittuari o i comodatari.”
“L’azienda agricola ha sede legale e operativa nel territorio comunale di Modica. Tale circostanza, confermata dai registri catastali e dal fascicolo aziendale depositato presso l’Anagrafe delle aziende agricole, individua Modica come luogo in cui l’impresa esercita l’attività in via prevalente. Solo una porzione marginale dei terreni ricade nel Comune di Ragusa. Alla luce di ciò, da un punto di vista sostanziale, l’azienda ha diritto agli indennizzi poiché le strutture aziendali condotte in affitto ricadono nei territori interessati e perché la sua sede legale, anch’essa, vi rientra. In merito alla titolarità del potere di concessione dei finanziamenti non v’è dubbio che essa spetti alla Protezione Civile Regionale che ha il potere di ammetterli o denegarli senza alcun ruolo dei Comuni all’interno del procedimento decisionale. I Comuni, infatti, hanno solo il compito di raccogliere la documentazione necessaria, preistruire la pratica e trasmetterla alla Protezione Civile Provinciale che procede alla vera e propria istruttoria e trasmette gli atti all’organo detentore del potere di decisione finale e cioè la Protezione Civile Regionale. Nella fattispecie in esame, dunque, la competenza preistruttoria (e non quella decisoria) appartiene al Comune di Modica ove l’azienda ha la sua sede legale ed operativa. Fermo restando che, a prescindere da tale competenza di raccolta documentale, vige il diritto all’indennizzo poiché tutti i Comuni del territorio provinciale sono individuati come beneficiari. Ai sensi dell’art. 8 della Direttiva, i Comuni svolgono esclusivamente una funzione preistruttoria, trasmettendo le istanze idonee alla Protezione Civile, che gestisce i fondi e provvede all’assegnazione dei contributi. Non vi è alcuna discrezionalità comunale nel valutare l’ammissibilità o la misura del ristoro. Come non vi è alcuna competenza per l’eventuale revoca del contributo che rimane di competenza esclusiva del Dipartimento di Protezione Civile regionale. Non vi è dubbio che l’azienda che io assisto ha subito gravissimi danni dagli eventi calamitosi del novembre 2021 e che ha diritto agli indennizzi erogati dalla Regione Sicilia per aiutare economicamente il tessuto produttivo dei territori coinvolti messo a dura prova dagli accadimenti intervenuti.”
All’udienza preliminare del 3 luglio il gup deciderà se disporre il rinvio a giudizio o il proscioglimento.