×

l'evento

Favara, esposta per la prima volta la Reliquia della Croce: un 3 maggio storico al Calvario

In occasione dell’Inventio Crucis, la comunità potrà venerare il frammento autentico del Sacro Legno

30 Aprile 2026, 11:01

11:11

Favara, esposta per la prima volta la Reliquia della Croce: un 3 maggio storico al Calvario

Seguici su

Non sarà un "viaggiu" come tutti gli altri. L'edizione 2026 dell'Inventio Crucis si appresta a segnare uno spartiacque nella memoria religiosa di Favara, trasformando la tradizionale ascesa al Calvario di domenica 3 maggio in un evento di portata storica. La grande novità, che sta già facendo vibrare il cuore dei fedeli, è l'ostensione straordinaria di un frammento autentico del Sacro Legno di Gerusalemme, un tesoro finora custodito nel patrimonio ecclesiale cittadino e che per la prima volta sarà offerto alla pubblica venerazione.

La presenza della Reliquia eleva il consueto pellegrinaggio a un incontro ravvicinato con le radici stesse della cristianità. "Non troverete solo un luogo di memoria, ma un segno tangibile della Passione", spiegano i membri della Confraternita della Santa Croce del Calvario, che per l'intera giornata garantiranno l’accoglienza e la vigilanza all'interno della cappella. Per l'occasione, la guida spirituale don Nino Gulli ha predisposto una preghiera speciale che verrà donata a ogni pellegrino per accompagnare il momento del raccoglimento.

Il programma della giornata riflette la solennità dell'evento. I cancelli del Calvario resteranno aperti con orario continuato dalle 9:30 alle 20:00. Tra i momenti più suggestivi, alle 15:30, spicca la recita delle "Mille Cruci", l'antico rosario popolare siciliano (Milli cruci sacciu e milli cruci aia a diri), un rito che lega la devozione locale ai secoli passati. Il culmine delle celebrazioni sarà la Santa Messa solenne delle 17:00, animata dalla corale The Angels APS.

L'Inventio Crucis affonda le sue radici nel IV secolo, quando Flavia Giulia Elena, madre dell’imperatore Costantino, ritrovò la Croce a Gerusalemme. Testimoniato da giganti della storia come Eusebio di Cesarea e Sant'Ambrogio, questo ritrovamento torna a vivere oggi a Favara non solo come rievocazione storica, ma come simbolo vivente di speranza e redenzione per un'intera comunità.