l'evento
Favara, esposta per la prima volta la Reliquia della Croce: un 3 maggio storico al Calvario
In occasione dell’Inventio Crucis, la comunità potrà venerare il frammento autentico del Sacro Legno
Non sarà un "viaggiu" come tutti gli altri. L'edizione 2026 dell'Inventio Crucis si appresta a segnare uno spartiacque nella memoria religiosa di Favara, trasformando la tradizionale ascesa al Calvario di domenica 3 maggio in un evento di portata storica. La grande novità, che sta già facendo vibrare il cuore dei fedeli, è l'ostensione straordinaria di un frammento autentico del Sacro Legno di Gerusalemme, un tesoro finora custodito nel patrimonio ecclesiale cittadino e che per la prima volta sarà offerto alla pubblica venerazione.
La presenza della Reliquia eleva il consueto pellegrinaggio a un incontro ravvicinato con le radici stesse della cristianità. "Non troverete solo un luogo di memoria, ma un segno tangibile della Passione", spiegano i membri della Confraternita della Santa Croce del Calvario, che per l'intera giornata garantiranno l’accoglienza e la vigilanza all'interno della cappella. Per l'occasione, la guida spirituale don Nino Gulli ha predisposto una preghiera speciale che verrà donata a ogni pellegrino per accompagnare il momento del raccoglimento.
Il programma della giornata riflette la solennità dell'evento. I cancelli del Calvario resteranno aperti con orario continuato dalle 9:30 alle 20:00. Tra i momenti più suggestivi, alle 15:30, spicca la recita delle "Mille Cruci", l'antico rosario popolare siciliano (Milli cruci sacciu e milli cruci aia a diri), un rito che lega la devozione locale ai secoli passati. Il culmine delle celebrazioni sarà la Santa Messa solenne delle 17:00, animata dalla corale The Angels APS.
L'Inventio Crucis affonda le sue radici nel IV secolo, quando Flavia Giulia Elena, madre dell’imperatore Costantino, ritrovò la Croce a Gerusalemme. Testimoniato da giganti della storia come Eusebio di Cesarea e Sant'Ambrogio, questo ritrovamento torna a vivere oggi a Favara non solo come rievocazione storica, ma come simbolo vivente di speranza e redenzione per un'intera comunità.